Gradinata, risposte positive Curva est, spuntano criticità

Ieri il via alle prove di carico sulle prime coperture della struttura sequestrata Ci sono bulloni mancanti e piastre non allineate. I tecnici: sicurezza garantita 



Il tribunale degli Umarel schierato fuori, non più di 5 persone, ha già assolto tutti già dalla prima mattinata: lo stadio Paolo Mazza e chi lo ha ampliato per la serie A, tecnici e costruttori. Ma occorre aspettare la fine del pomeriggio, dopo un “tira e molla” coi martinetti che vanno su è giù piegando le travi delle coperture della Gradinata Nord per aver la prima “sentenza”, parziale e non definitiva (i risultati la settimana prossima): «la prova non ha prodotto effetti osservabili sulla sua struttura», recita il verbale del primo giorno di perizia. Una frase che tranquillizza tutti: un primo risultato ottimistico sulla Nord, perchè, sintetizzano tecnici e legali, non vi è stato “nessun residuo” nelle prove, come in gergo tecnico si afferma quando una struttura piegata ritorna nella posizione iniziale: ossia la struttura ha risposto perfettamente alle sollecitazioni.


Punti critici sulla Est

Ma se per la prima parte della Gradinata Nord non vi sono stati problemi (oggi toccherà alla parte centrale, domani all’estremità verso la Est), è proprio un sopralluogo alla Curva Est ad innescare rilievi, critiche e riserve. E così il pomeriggio caldo diventa caldissimo, con le tensioni tra le parti: perchè dal sopralluogo (serviva per programmare come e dove fare i test sulla Est) emergono problemi di costruzione e montaggio nelle coperture e nelle piastre di fissaggio e soprattutto un eccessivo non allineamento tra le piastre. Rilievi tecnici che ovviamente sono stati documentati (e fotografati) e sui quali ora - dopo un altrettanto acceso confronto, stimolato dal consulente della Spal, il professor Franco Mola - la parola passerà al progettista dello stadio, l’ingegner Lorenzo Travagli che dovrà indicare se sarà possibile eseguire i test di carico sulla curva Est pur nelle condizioni registrate ieri (bulloni mancanti e piastre non allineate): insomma, è possibile eseguirli su una struttura che si presenta in modo difforme da come è stata progettata?

tutto a porte chiuse

La perizia si svolge a “porte chiuse” e dunque il resoconto di ciò che è accaduto va mediato tra le parti ascoltate ieri a prove terminate, oltre una decina tra tecnici, legali e inquirenti interpellati. Le prove sono durate tutta la giornata e in coda nel primo pomeriggio il sopralluogo alla Curva Est. E sui rilievi emersi da esso, ecco i tecnici delle difese a sottolineare che i rilievi sui bulloni mancanti, comunque, non inficiano la tenuta strutturale della copertura («Su 2000 ne nancano una 15ina, non cambia nulla» la battuta di un tecnico) e soprattutto l’esecuzione delle prove di carico.

Attesa per i numeri

Dall’altra gli inquirenti che ribadiscono trattarsi di una situazione complessa, sulla quale comunque è prematuro trarre conclusioni, anche ottimistiche. Poiché ovviamente bisogna attendere i risultati ufficiali della ditta 4Emme che sta svolgendo le misurazioni per conto della procura e quindi poi la lettura del consulente degli inquirenti, Carlo Pellegrino. Che potrà e dovrà indicare i rilievi e le prescrizioni possibili per far rilasciare dalla procura l’eventuale dissequestro del Paolo Mazza. Sul quale, senza nessun dubbio o attendere i risultati, il tribunale degli umarel (non in toga, ma bermuda e ciabatte) si era già pronunciato: “visto, provato, si giochi”.