Canale Navigabile: tamponata la falla nell’argine, ora i veri lavori  

Allagate le campagne fra Campolungo e la zona di Migliarino. Il responsabile della Regione: «Siamo in piena emergenza». Falla tamponata tra ieri sera e durante la notte, anche con l'ausilio di pietre di media grandezza in attesa delle pietre più grandi che serviranno per il ripristino vero e proprio

Canale Navigabile, falla bloccata

OSTELLATO.  L’argine sinistro del canale Navigabile ha ceduto all’altezza di Ostellato, vicino al ponte della Superstrada. Una falla di quindici metri e l’acqua ha invaso le campagne della frazione di Campolungo, fino arrivare nel territorio di Migliarino.

Falla di 15 metri nell'argine del Canale Navigabile

Il fiume, per capire meglio, è il Po di Volano ed il tratto è quello dell’Idrovia: un cedimento dunque che preoccupa non poco i tecnici della Regione Emilia Romagna, di Aipo, gli uomini della Protezione civile e i sindaci di Fiscaglia e Ostellato, Fabio Tosi ed Elena Rossi.

Cede l'argine dell'Idrovia, emergenza a Ostellato



Cosa è successo. Sabato mattina un agricoltore di Campolungo ha trovato la sua campagna completamente allagata: mezzo metro d’acqua dolce e la presenza di pesci di fiume. Ha dato l’allarme e sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Portomaggiore, la Protezione civile e i tecnici dei vari enti.



Non è stato facile individuare la falla vista la presenza di rovi, arbusti e l’impossibilità di arrivare fino all’argine per controllare. Dopo un lungo sopralluogo, i tecnici hanno visto la rottura dal ponte della Ferrara-mare ed hanno iniziato a predisporre un piano di intervento.

Nutrie e volpi.  «Ha ceduto un pezzo dell'argine del canale Navigabile di circa 15 metri – spiega il responsabile del Servizio Area Reno e Po di Volano, Claudio Miccoli –. Nei giorni scorsi siamo intervenuti nella stessa zona per due interventi di massima urgenza e siamo riusciti ad evitare quello che invece oggi (ieri, ndr) è successo: non siamo arrivati in tempo anche perché la vegetazione in quel punto è fitta».

Ma perché l’argine ha ceduto? «C’è un po’ di tutto, purtroppo – va avanti Miccoli –. Animali come nutrie, volpi e quanto altro fanno le loro tane trasformando il terreno in scolapasta e la presenza di questi animali è massiccia. In più, ed è il caso di dirlo, le arginature sono messe molto male in tutto il territorio ed ho già preparato una relazione con la quale chiedo di intervenire in maniera importante lungo il canale Navigabile perché siamo in emergenza».

Da sottolineare che «gli argini in questa zona sono sottoposti a cicli di stress molto intensi – chiude Miccoli –. Durante l’inverno accolgono tutte le acque della Bassa Modenese e in più sono vecchi, molto vecchi e non è più possibile aspettare, specie con l’Idrovia e i progetti messi sul tavolo negli ultimi anni».

L’intervento.  I tecnici hanno lavorato per tutta la giornata di ieri e anche durante la notte. Nella mattinata di domenica, una volta rinforzato il piccolo argine con l'ausilio di pietre di media grandezza, fatte arrivare da cantieri vicini in attesa di quelle di dimensioni più grandi che serviranno per il ripristino vero e proprio, ci si è dovuti fermare anche a causa del maltempo. I lavori veri e propri riprenderanno lunedì.

Chiudere una falla di 15 metri con il fiume carico d’acqua a causa del maltempo e l’impossibilità di arrivare sul posto nell’immediato non è stato facile. Attorno alle 15 di sabato con un grosso escavatore è stato creato un varco nella vegetazione per circa 200 metri e l’area è stata ripulita da rovi e cespugli. Intanto è stato abbassato il livello dell’acqua intervenendo nei bacini di Valle Lepri e nei fossi. Già dopo questa manovra il livello nel Navigabile si è abbassato e l’acqua ha iniziato a defluire verso Migliarino, scongiurando il peggio.

Grazie alle immagini girate dell’alto, si è visto che nel punto della rottura insiste un manufatto di cemento armato che molto probabilmente dovrà essere modificato o demolito per evitare danni anche in futuro.

Livelli idrici.  Il Consorzio di Bonifica di Ferrara è subito intervenuto con mezzi e uomini per gestire l’emergenza, in stretto contatto con gli uffici regionali cui compete la gestione del corso d’acqua e con la protezione civile. Ha eseguito gli interventi di propria competenza, disponendo l’abbassamento dei livelli idrici della rete consortile per permettere un veloce deflusso nei canali, delle acque riversate nei terreni circostanti, e nel contempo sia cercando di contenere le aree allagate, che creare le condizioni per l’intervento di ripristino della arginatura.

«Tramite la nostra direzione tecnica abbiamo attivato subito i nostri uomini per far fronte all’evento ed arginare eventuali danni. Siamo in costante contatto con i tecnici regionali e le nostre squadre sono intervenute sul posto – dice Franco Dalle Vacche, presidente del consorzio di Bonifica – di fatto essendo consapevoli che siamo la “prima linea” di difesa siamo attrezzati per poter affrontare le emergenze. La scelta di non esternalizzare il servizio conferma una volta di più la sua non solo validità ma necessità». Incessante il lavoro anche dei vigili del fuoco. —