Via Padova: altro stop al distributore, avanza il degrado

Il Tar conferma il diniego Anas per l’accesso sulla Statale 16, Eni battuta in tribunale. L’area è piena di erbacce e strutture in cemento incomplete

FERRARA.  Eni battuta da Anas al Tar, e il risultato è che il distributore “fantasma” su via Padova resta solo un progetto, con l’area in preda ormai da anni al degrado per la preoccupazione dei residenti: è ricoperta da erbe infestanti ed è delimitata da una recinzione che ne impedisce l’accesso.

Si presenta così. L’area di cui si sta parlando è di proprietà dell’Eni lungo via Padova, la Statale 16, in località Pontelagoscuro, a poche decine di metri dalla trattoria “La botte”. Nella sua parte centrale sono ben visibili anche dalla strada alcuni piloni in cemento, prologo di un lavoro evidentemente mai terminato. C’è un cancello su via Padova, il lato sud è delimitato da via delle Bonifiche e viene costeggiata dal canale Boicelli. Quest’area si è ridotta così a seguito di un lungo contenzioso, amministrativo e giudiziario, iniziato addirittura nel 1999, per realizzare un distributore di carburante con servizi e bar. Progetto partito diverse volte ma mai arrivato a termine, cui si oppone l’Anas, con le sue prerogative di ente nazionale per le strade.


Ricorso respinto. L’8 maggio scorso il Tar dell’Emilia-Romagna ha pronunciato la sentenza con cui, condannando Eni al pagamento delle spese giudiziarie, ne respinge il ricorso contro il rigetto da parte di Anas della domanda presentata nel 2011 per realizzare gli accessi stradali al (futuro) impianto. Le motivazioni della sentenza sono riferite in generale alla «sicurezza degli accessi stradali degli impianti di distribuzione carburanti». Gioca un ruolo la presenza sul lato nord dell’area di una via laterale, in sostanza il prosieguo di via Padova, a fondo chiuso, utilizzata solo dai residenti. Si tratta, osserva il Tar, di una strada comunale vera e propria, perpendicolare alla Statale 16 e dalla quale si accede all’impianto in progetto, che si troverebbe quindi con due accessi da differenti strade. Questa condizione «comporta la palese violazione» del Codice della strada, certifica il tribunale amministrativo.

Sviluppi. Eni potrebbe presentare ricorso al Consiglio di Stato, ma in ogni caso è difficile pensare ad una soluzione a breve e nemmeno a medio termine al degrado dell’area. —