Rimborsi agli azzerati Carife, il nuovo intoppo è col Garante della privacy 

Assistenza: le prime tariffe anche oltre i trecento euro. Le associazioni partono dalle quote d’iscrizione, poi si sale 

FERRARA. Mentre slittano i tempi di attivazione della piattaforma Consap per le richieste di rimborso, e i risparmiatori azzerati Carife chiedono a gran voce una semplificazione delle procedure per le domande, si stanno facendo avanti associazioni che offrono servizi di assistenza per il disbrigo delle pratiche di rimborso. E spuntano dei veri e propri listini prezzi, un anticipo della “concorrenza” tra fornitori di servizi agli azzerati che si scatenerà nelle prossime settimane.

Offerte. Associazioni come gli Amici Carife, che la scorsa settimana hanno svolto una maxi assemblea per preparare gli azzerati, e Lega Consumatori per il momento chiedono qualche decina di euro d’iscrizione per prendere in carico le pratiche di rimborso, ma non hanno ancora quantificato il costo della procedura completa. Sono stati tutti anticipati dall’Unione nazionale consumatori di Comacchio e Lidi, che via social hanno già stabilito due tariffe per differenti percorsi: 70 euro per la sola assistenza domande, con la raccolta documentazione a carico dell’utente; e 317,20 euro «per l’assolvimento della pratica completa di documenti e presentazione» della richiesta di rimborso.


Privacy galeotta. Il via libera per l’invio delle domande attraverso il portale Consap, peraltro, non è ancora arrivato e nemmeno si può ipotizzare una data. L’ultimo intoppo in ordine di tempo è la mancata richiesta sul testo di parere sul testo del decreto al Garante della privacy, il quale nei giorni scorsi ha fatto sapere che «la richiesta formale di parere dovrebbe arrivare lunedì», cioè oggi. La notizia ha fatto infuriare diverse associazioni dei risparmiatori, che hanno messo nel mirino il sottosegretario Alessio Villarosa, «quindi siamo di fronte a ritardi da parte del ministero dell’Economia» sottolineano i Consumatori attivi. Sta di fatto che l’Autorità dovrebbe pronunciarsi in tempi abbastanza brevi, «ben prima dei 45 giorni previsti dalla legge», ma difficilmente si potrà mettere a punto il meccanismo in una settimana. Lo slittamento a dopo Ferragosto, ipotizzato peraltro dagli Amici, sembra dunque probabile. —

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