Ferrara, bodycam per la Polizia locale. Video anti-violenze e ingiurie

La telecamera sulla divisa registra anche i due minuti precedenti all’attivazione. Servono però regolamento della privacy e addestramento specifico per gli agenti. Resta in stand-by l'impiego del taser. E delle armi da fuoco ancora non si parla 

FERRARA. I soldi sono stati messi da parte, 50mila euro, le telecamere ancora non sono state comprate ma la decisione politica è presa, con il voto positivo dell’assemblea comunale all’assestamento di bilancio. Anche la Polizia locale doterà dunque i propri agenti, quantomeno quelli più impegnati in luoghi e orari a rischio, di bodycam, cioè le telecamere inglobate nella divisa in grado di registrare quanto succede di fronte all’operatore. Le “regole d’ingaggio” saranno probabilmente definite assieme al nuovo comandante, ma già negli ultimi mesi della precedente legislatura c’erano stati contatti tra la Polizia municipale e i sindacati degli agenti per predisporre l’arrivo dei nuovi strumenti di deterrenza. Ancora nessuna novità né per il taser né tantomeno per le armi da fuoco.

Telecamere occhiute


Le bodycam sono già in servizio in alcuni corpi di Polizia locale del centro nord, come Pavia e Ravenna, e le modalità sono sempre le stesse. La telecamere sono agganciabili all’uniforme degli agenti, offrono video in qualità Hd, un campo visivo di 143º e più di 12 ore di autonomia. Sono attivabili con un doppio clic da parte degli operatori, ma la particolarità è che in questa maniera s’ include anche la registrazione dei due minuti precedenti l’attivazione. Palese l’effetto deterrenza nei confronti di aggressioni o comportamenti poco ortodossi nei confronti degli agenti, ma si tratta di una garanzia, in astratto, anche per i cittadini. Le ricerche condotte negli Stati Uniti riportano risultati positivi dell’impiego delle bodycam: sia cittadini che agenti sono portati a mantenere atteggiamenti equilibrati e anche più corretti.

È chiaro che prima di portarle in giro per la città, gli agenti dovranno essere sottoposti ad un addestramento specifico e quindi nessuno, né al Comando né tra i sindacati, è oggi in grado di ipotizzare quando entreranno in funzione. Il Garante della privacy, tra l’altro, ha legittimato l’uso delle bodycam (nel caso di Trenord) a patto che venga predisposto un regolamento interno nel quale vengano indicate le regole sull’utilizzo, la raccolta, il trattamento e la conservazione e la cancellazione dei dati personali, per il personale, gli utenti e gli addetti alla security. Quindi serve tempo anche per questi adempimenti.

Pistole scariche

Intanto si attende ancora l’avvio della sperimentazione sul taser, la pistola storditrice considerata dai sindacati di polizia un aiuto efficace e relativamente sicuro per i servizi più complicati in strada. La modifica al regolamento di Polizia locale che introduce la pistola elettronica è stato approvato già nella precedente legislatura, tra le polemiche, e gli accordi sono siglati da mesi, ma ancora non c’è il via libera. Come mai? «Mancano le linee guida della sperimentazione da parte del ministero, e dev’essere l’unica ditta costruttrice a fornirle» è quanto risulta a Natale Vitali, della Cgil Funzione pubblica.

Per quanto riguarda, poi, la dotazione di armi da fuoco, che è uno dei punti fermi della nuova amministrazione, tanto da rivedere il progetto del nuovo Comando alle Corti di Medoro con la costruzione di un’armeria, non si registrano al momento passi in avanti. —

S.C.

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