West Nile nel Rodigino, controlli sul sangue anche in città e provincia

L’Avis testa tutte le sacche Il direttore sanitario: pronta la sperimentazione per studiare le immunità Primo malato ancora a Cona

Il virus della West Nile è stato trovato il 23 luglio scorso in un pool di zanzare nella zona di Ficarolo, per cui è scattato il rischio epidemia di livello 2 (basso-moderato) in tutta la provincia di Ferrara e in quelle di Mantova e Rovigo. È quanto prevede il protocollo sanitario attivato dopo l’epidemia dell’anno scorso, visto che sia trovata positività al virus in una cinque ovitrappole per zanzare presenti nel Veneto a meno di cinque chilometri dal confine, e Ficarolo è tra queste, per attivare anche nel Ferrarese le prime misure anti-West Nile. Tra queste vi sono anche i monitoraggi Avis, «già da una quindicina di giorni stiamo effettuando i test specifici in ogni sacca di sangue» rende noto il direttore sanitario dell’associazione, Florio Ghinelli.

Ghinelli non è ancora riuscita a fare passi avanti con la sua proposta di sperimentazione di una cura legata al plasma, ma assieme appunto all’Avis, a Unife e a Malattie infettive del Sant’Anna, ha messo a punto uno studio sperimentale per approfondire alcuni aspetti della diffusione del virus. «Studieremo in parallelo il sangue di normali donatori, di donatori positivi al virus ma sani e di persone che invece hanno contratto la West Nile, per cercare di capire i meccanismi dell’immunità a questa malattia» ha sottolineato il medico.


Resta intanto ricoverato in Neurochirurgia il 61enne di Carpi trovato positivo al virus, primo casto di quest’estate. «Gli esiti delle sorveglianza sul territorio modenese sono tuttora negativi, per cui non sono state attivate le misure straordinarie previste dal piano arbovirosi» ha specificato la Regione, aggiungendo che sono in corso le analisi necessarie per accertare se il caso clinico sia riconducibile a una nuova infezione o piuttosto a quella contratta dalla stessa persona nel 2018. La Regione stessa ha tuttavia messo un filtro alla diffusione dei dati sulla West Nile, che fino all’anno scorso erano disponibili a tutti via web. Non è quindi possibile sapere in tempo reale, senza cioè comunicazioni specifiche della Regione stessa, che livello di diffusione del virus stia misurando la rete delle ovitrappole provinciale: ve ne sono due a Bondeno, Berra e Ferrara, una a Ro, Mesola, Sant’Agostino, Goro e Poggio Renatico, e cinque ad Argenta. —

S.C.

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