Buona anche l’ultima: positive tutte le prove, il “Mazza” promosso

Restano le criticità su dadi, piastre, tenditori da correggere. La procura decide sul dissequestro con o senza prescrizioni

FERRARA. Tutti i test sulla sicurezza dello Stadio Paolo Mazza, anche quelli eseguiti ieri, sono stati ultimati con risultati positivi, ma le risposte finali non arriveranno subito poiché secondo la tempistica si attende la decisione della procura sul possibile dissequestro non prima del fine settimana e oltre.

Senza o con


Procura che dovrà decidere come ordinare il dissequestro: senza o con prescrizioni. Ossia, le correzioni a tutte le criticità che si sono evidenziate durante i sopralluoghi in questi 15 giorni che sono stati dedicati prevalentemente alle prove di carico: prima sulle coperture della Gradinata Nord, Curva Est ed Ovest, conclusi nei giorni scorsi con esiti positivi, poi ieri con altrettanti ok non solo su bulloni e dadi, ma sui serraggi e sui punti critici non conformi al progetto documentati negli atti della perizia (piastre e tenditori, come verificato nei test di ieri). Esami e prove che ieri hanno portato i tecnici dei collaudatori (Colombi e Chiogna, tra i principali indagati) ad affermare con certezza, e far verbalizzare, «che dopo tutti i test eseguiti le opere risultano collaudabili ora come allora».

Certezza sulla sicurezza che ha portato anche tutti i consulenti tecnici degli indagati (ditte, progettisti e tecnici) «a confermare la piena rispondenza delle tre tribune oggetto di accertamento ai requisiti di sicurezza previsti e richiesti dalle norme tecniche»

Un'autoassoluzione totale, alla luce dei risultati delle prove. Dati e numeri che tuttavia verranno depositati (la relazione finale) dalla 4Emme, la ditta che ha eseguito i test, solo domani. Quindi, toccherà al pool tecnico della procura (consulenti Pellegrino e Organte) leggere i numeri, valutare le “memorie” tecniche delle difese (una su tutte, quella di 90 pagine dell’ingegner Minghini, consulente di Travagli , progettista e direttore lavori) e quindi indicare alla procura cosa fare e come farlo per il dissequestro, che la società Spal chiederà al più presto.

Parola ai pm

L’ultima parola spetta alla pm Barbara Cavallo e al procuratore capo Andrea Garau, che dovranno decidere se e come correggere le “non conformità” che, ribadiscono i tecnici degli indagati, «non inficiano la sicurezza delle strutture».

I legali degli indagati

«Tutte le prove di carico hanno confermato la assoluta sicurezza delle strutture e quindi sarebbe che queste risultati conducano al dissequestro senza prescrizioni»: non gira attorno al problema, Riccardo Venturi, legale di una delle ditte indagate. Gli fa eco il collega Alberto Bova, legale di Colombi (collaudatore): «L’esito delle prove non ha lasciato dubbi a nessuno ed è probabile, anzi lo auspico, che il prima possibile venga deciso il dissequestro: per la Spal non dovrebbero esserci problemi a richiederlo».

Paolo Loberti, legale della ditta Tassi va oltre: «Questi test sono finiti tutto con molta serenità, tra i nostri consulenti e della procura: non c’è stato nessun dubbio sulla sicurezza. Le prove sono state rifatte con ipotesi ben peggiori di quelle previste, quindi anche noi ci attendiamo a breve - tempi tecnici permettendo - la decisione del dissequestro». —

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