Muore per overdose, l’amico chiama il 118 e scappa

Trovata dramma nel sottomura di via Ticchioni, vittima una donna di 40/50 anni ancora senza nome: non aveva documenti.  I sanitari per un’ora hanno tentato di rianimarla: prime indagini della polizia

Ferrara, donna muore per overdose sulle Mura

FERRARA. Chi era con lei, chi si è fatto di droga con lei, ha tentato anche di salvarla, chiamando il 118: «Venite in via Ticchioni, una ragazza è in overdose». Poi ha pensato bene di andarsene, scappare, lasciandola lì sdraiata a terra, nel sottomura di via Ticchioni, l’ultimo pezzo della strada che dà sulla Darsena. Dopo l’allarme al 118, i sanitari sono arrivati subito, intuendo che non c’era un secondo da perdere: sono rimasti con lei, per più di un’ora cercando di strapparla alla morte, per rianimarla da una overdose di droga. Dopo un’ora di terapie, senza nessun risultato sul corpo della donna, medici e infermieri del 118 hanno dovuto lasciare spazio alla Polizia. È morta così, ieri sera poco dopo le sette di sera, la donna, possibile età tra 40/50 anni, di cui in tarda serata non si sapeva nulla visto che non aveva documenti né oggetti personali che potessero dare indicazioni precise ai poliziotti dell’Upg e della Scientifica intervenuti sul posto per i rilievi. Lì, nel sottomura, nel piccolo spiazzo sotto i gradini che scendono dal piazzale tra via Ticchioni e via Mameli, poliziotti e ispettori della Scientifica non hanno repertato nulla che potesse indicare l’assunzione sul posto della droga, siringa o contenitori. Ma c’è la telefonata dell’amico, a confermare, che la droga l’hanno consumata insieme, che lei è stata male per quello che hanno preso, e poi probabilmente tutto è stato nascosto nei pressi. Anche nel bidone dei rifiuti dove gli inquirenti ieri sera ne controllavano il contenuto.

Le sirene spente

L’allarme dicevamo è scattato alla centrale del 118 attorno alle ore 19: un’ambulanza si è recata sul posto e qui i sanitari hanno subito intuito la gravità della situazione: hanno tentato di rianimare la donna con tutto ciò che avevano a disposizione, inutilmente, per una lunga, lunghissima ora. Lasciando il posto a sirene spente. «Sono appena arrivato a casa - diceva un ragazzo che abita nei pressi - mia nonna mi ha detto di aver visto l’ambulanza che è rimasta ferma tanto e adesso la polizia: così abbiamo capito che era successo qualcosa di grave». Ma nessuno dei pochi passanti o abitanti, sapeva. Dalla strada, si vedevano solo i lampeggianti, e non quel corpo prima sdraiato a terra e poi ricoperto dal lenzuolo bianco. Il magistrato di turno, Andrea Maggioni, informato dagli agenti sul posto ha disposto autopsia ed esami tossicologici sul corpo della donna: sarà importante trovare i contenitori o altro usati per analizzare il tipo di droga. Mentre per tutta la serata di ieri erano in corso accertamenti per cercare di risalire all’ identità, sulla base di alcuni primi riscontri. Altro fatto importante, le indagini puntano a risalire all’amico che ha fatto la chiamata, tentando di salvarla, senza riuscirci. —

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