Per colpa delle nutrie cede un’altra sponda, agricoltori di Mesola esasperati

Il consigliere provinciale Soncini: «La Regione si muova». L’allarme anche anche dal Consorzio di Bonifica

MESOLA. Ennesimo cedimento di una sponda di un canale nella campagna di Mesola. Il primo a giugno, poi Ostellato con la falla di quindici metri e ieri ancora problemi nelle campagna mesolane. Il consigliere provinciale della Lega Nord Gino Soncini lancia l’allarme: «Un canale con sponde in cemento che cede non è per piccole infiltrazioni – spiega Soncini –. La cause sono molto chiare e ancora una volta la colpa è delle nutrie che con le loro tane stanno provocando danni enormi e la situazione invece di migliorare peggiora».

L’allarme


«Mi chiedo cosa stia aspettando la Regione Emilia-Romagna a mettere in atto un piano per contrastare questo fenomeno – va avanti il consigliere –. Ieri questo cedimento non ha creato un altro disastro solo per puro caso visto che l’acqua è finita in un altro canale. Se domani cedesse un argine più importante come il Canal Bianco, il Reno o il Po le conseguenze sarebbero pesanti non solo per l’agricoltura ma anche per la popolazione. La Regione Emilia-Romagna ha un ruolo decisivo ma fa orecchie da mercante. Perché? ».

L’appello

Gli agricoltori come anche chi abita a ridosso dei canali è esasperato. «Le nutrie vanno eliminate – non ha mezzi termini Soncini – ricordo che si tratta di un animale che col nostro territorio non ha nulla a che vedere, non ha nemici e si riproduce a gran velocità. Arriveremo a un punto di non ritorno, bisogna bloccare immediatamente il fenomeno». A questo si aggiunge il fatto che «chi lavora in campagna cerca di difendersi con le trappole, che vengono puntualmente distrutte dagli animalisti...Non si possono toccare gli animali? Bene, li catturiamo, li lasciamo vivi e li portiamo a loro perché ripeto, i nostri campi non sono il loro ambiente naturale».

Le campagne

La sicurezza, è l’obiettivo primario del Consorzio di Bonifica e oggi «la massiccia presenza e crescita senza controllo delle nutrie nei nostri canali di bonifica ci crea forti problemi nella gestione dei rilevati arginali - sottolineano dal Consorzio - Le nutrie scavano tane che sono vere e proprie voragini negli argini dei canali di bonifica e già diverse volte si sono verificati crolli dei corpi arginali che separano in diversi tratti le enormi masse d’acqua trasportate dal Consorzio dalla campagna e dai centri urbani circostanti, con conseguenti allagamenti di vaste aree a fianco dei canali». —

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