Morta per overdose, verifiche per capire se sulla piazza c’è droga tagliata male

La vittima, una donna 50enne, identificata ieri dalla Polizia. «Nessun allarme sulla sostanza, attendiamo l’autopsia» 

Ferrara, donna muore per overdose sulle Mura

FERRARA. Non è ancora allarme, ma potrebbe esserlo, perché le morti per overdose di droga sono sempre spie accese per tutti: polizia, carabinieri e tecnici dei servizi sanitari antidroga. La donna, 50enne, trovata morta nel sottomura di via Ticchioni aveva alle spalle un lunghissimo passato fatto di dipendenze. Una storia comune a tanti, tossicodipendenti storici, conosciuti in città. Nell’arco di poche ore ha già un nome, che gli ispettori dell’Antidroga della Polizia sono riusciti a darle. Ricostruendo la sua storia, i suoi ultimi momenti di vita. E ciò che è successo nel tardo pomeriggio di giovedì, prima del dramma.

La droga comprata. La donna, 50enne, che abita in zona stazione, assieme ad un amico ha comprato la droga: droga di strada, prendere o lasciare, non si sa cosa ci sia dentro. E subito dopo l’assunzione. Probabilmente nello stesso luogo in cui è stata ritrovata sena vita. Poco dopo, la donna sta male, l’amico che è con lei con può soccorrerla, chiama il 118 e in modo concitato lancia l’allarme: «Venite, venite, una donna è in overdose in via Ticchioni». Ciò che è successo lo abbiano già raccontato: l’intervento del 118, il tentativo di strapparla alla morte per overdose durato oltre un’ora e poi i rilievi della Polizia scientifica. E quindi della Squadra mobile che è riuscita a dare un nome alla donna e rivedere il suo difficile passato legato all’eroina. Ora le indagini, per capire se possa essere un allarme o meno la sua morte. Dalla Squadra mobile, il dirigente Andrea Crucianelli, spiega che «al momento occorre solo attendere l’esito degli esami». Ossia l’autopsia e il tossicologico che il pm di turno Andrea Maggioni ha ordinato per capire - dicono gli inquirenti in modo diretto - se si tratta di veleno, di droga tagliata male o ancor peggio di qualcosa più temibile (eroina gialla o col fentanyl, oppiaceo chimico 100 volte più potente della morfina).



Un caso isolato. Oppure se questa ennesima morte per overdose da droga sia dovuta ad un errore della donna su dosaggio e modi di assunzione. Al momento però, sia Polizia che Carabinieri, senza sottovalutare minimamente questa tragedia, lo indicano in modo netto: «Il consumo di droga in città è perlopiù stabile e anche sulle tipologie di droghe non vi sono segnali di partite pericolose: riteniamo, comunque, che questo, al momento, possa essere un episodio isolato».

Dunque, in assenza di elementi più concreti, occorre cautela. Dalla stessa procura arriva l’indicazione che si faranno tutte le verifiche su questo decesso. E che solo in un secondo momento, con analisi e dati in mano su cause e sostanze individuate, si potrà parlare di allarme droga. Oppure della tragedia di una persona di mezza età, con un passato difficile e che ancora oggi compare nelle foto segnaletiche, ma solo in quelle in bianco e nero, delle forze dell’ordine. —