Ferrara, via i sigilli allo stadio Mazza: la palla passa al Comune 

 Il sindaco punta a riaprire per il 18. La procura: sicurezza accettabile nel breve periodo, ma ci sono criticità strutturali che dovranno essere sanate

Ferrara, riprese le prove di carico allo stadio

FERRARA.  La sicurezza dello stadio Paolo Mazza? «Nel complesso accettabile, soltanto nel breve periodo», scrivono i tecnici della procura che ha fatto proprie queste conclusioni, decidendo di dissequestrare comunque lo stadio, sabato, dopo un mese e due giorni. Perché i magistrati pur togliendo i sigilli alle strutture hanno indicato al Comune di Ferrara, proprietario della struttura, una serie di raccomandazioni - non vincolanti -, inserite nella relazione preliminare dei periti della procura, Carlo Pellegrino e Mario Organte, per «valutazioni e adempimenti di competenza sulle criticità e non conformità emerse in questo mese di prove tecniche».



Atto di delega. Un atto di delega, di fatto, trasmesso al Comune per la «messa a norma e del ripristino dei requisiti di sicurezza, resistenza meccanica e stabilità ed efficienza e durata nel tempo dello stadio Paolo Mazza», come recita l’ordinanza di dissequestro dei pm Cavallo, Garau e Maggioni, e che di fatto passa il “cerino” delle responsabilità al Comune.

Che ha già deciso cosa fare, dando l’agibilità temporanea allo stadio : «Lo stadio è sicuro e gli interventi ritenuti necessari dai tecnici verranno eseguiti seguendo le prescrizioni che verranno comunicate nella relazione definitiva del consulente Pellegrino», spiegava ieri il sindaco Alan Fabbri, parlando al futuro e dicendosi soddisfatto per la «positiva svolta che ha consentito la restituzione dello stadio».

Mentre l’assessore ai lavori pubblici Andrea Maggi andava oltre, informando che «il Comune ha già chiesto la convocazione della Commissione (vigilanza per locali di spettacolo pubblico, ndr) per poter consentire già da domenica 18 agosto lo svolgimento del primo incontro di Coppa Italia della Spal».

Dunque, si torna a giocare al Paolo Mazza, o almeno questa è la previsione che il Comune fa: decisione per il via libera che comunque spetterà alla Commissione stessa che potrà prendere visione anche della «relazione preliminare» dei periti della procura con tutte le criticità, inviata proprio al Comune di Ferrara.

A fine campionato. Lo stesso assessore Maggi, sabato presente alla conferenza stampa con dirigenza e presidenza Spal anticipava che «questi lavori di messa a norma potranno essere eseguiti al termine del campionato che deve cominciare», ricordando che il Comune stesso «attende di leggere la relazione definitiva del consulente Pellegrino (deposito fissato a ottobre, ndr)». Poi sulla base di questo atto «verrà redatto un progetto e verranno eseguiti gli interventi necessari».

Quelli raccomandati da procura, finanza e consulenti, ma ritenuti al momento non di immediata esecuzione. Perché ribadiva Maggi «occorre guardare al futuro con ottimismo: lunedì la società riprenderà le vendite degli abbonamenti e noi come amministratori siamo e saremo insieme ai ferraresi, vicini alla società in attesa di poter tifare alle prossime partite».

Prossime partite alle quali i ferraresi potranno assistere poiché - sintetizzando gli atti giudiziari - nel breve periodo la sicurezza è accettabile, non vi sono pericoli per l’incolumità degli spettatori, ma dai primi accertamenti sull’intero stadio sono emerse irregolarità da sanare. A fine campionato, secondo il Comune.

Non solo bulloni. Ma volendo fare chiarezza, per dovere di cronaca, non si tratta soltanto di «pochi bulloni» come in tanti ripetono da giorni. Le criticità evidenziate sono piastre non in appoggio, montaggi non corretti, tenditori di coperture non conformi e soprattutto anche i parapetti delle strutture che non sono ritenuti adeguati. Tutte anomalie che sono elencate nella relazione Pellegrino inviata al Comune e riguardano «una serie di elementi di criticità strutturale e di non conformità» che sono stati evidenziati in Curva Est, Gradinata Nord, Curva Ovest. Errori di esecuzione e non solo, poiché anche elementi di «non conformità alle prescrizioni di progetto e delle norme».

Un «elenco delle non conformità da considerarsi non esaustivo», per procura e suoi periti, poiché al momento verificate solo visivamente e documentalmente ma necessiterebbero controlli e analisi più approfondite in seguito. —