Parcheggia in divieto all’ospedale di Cona, corre a farsi operare e all’uscita trova la multa

Il parcheggio riservato ai disabili all'ingresso 2 dell'ospedale Sant'Anna a Cona

Il paziente, tresigallese di 75 anni, soffriva di un aneurisma che è stato trattato. Sabato scorso è stato dimesso: nelle mie condizioni ero giustificato? 

CONA. «Ho dovuto parcheggiare nello stallo dei disabili, stavo veramente male e facevo fatica a camminare. All’ospedale di Cona mi hanno operato subito per isolare un aneurisma. Due giorni dopo, quando mi hanno dimesso, la sorpresa: sull’auto c’era la multa per divieto di sosta». C., 75 anni, autotrasportatore di Tresigallo, lo dice subito: «Mi è andata fin troppo bene, potrei non essere qui a raccontare questa storia». Ma quando il problema più grande si trova alle spalle gli occhi si puntano su quello più piccolo, che è ancora di fronte. «Capisco che parcheggiare in un posto riservato ai disabili non è corretto - ammette C. - ma se ci si trova in una situazione di emergenza e si rischia la vita, la burocrazia può riconoscere l’eccezionalità del caso o va avanti a prescindere da tutto?». In pratica, è possibile annullare la sanzione considerando le condizioni di salute di C. come una giustificazione pertinente?

I motivi della scelta


L’uomo, che lavora per un’importante azienda del territorio, ha seri problemi di salute. Da tempo è seguito dal punto di vista sanitario per le possibili complicanze di un aneurisma addominale. Ma dovrà essere operato nuovamente a breve per un’altra patologia per la quale dovrà sottoporsi a un intervento molto delicato e a una lunga terapia. Per l’aneurisma, C. era in attesa della chiamata dell’ospedale di Cona. «Ma giovedì scorso - racconta alla “Nuova” - ho iniziato a sentirmi poco bene ed era uno stato di malessere che mi ha fatto preoccupare. Ero molto affaticato, sudavo. Ho iniziato a temere il peggio».

Fatti due conti sui tempi di chiamata e di arrivo dell’ambulanza, C. ha deciso - con una scelta che lui stesso definisce «rischiosa» - di mettersi alla guida dell’auto e di andare dritto in ospedale.

«Volevo risparmiare tutto il tempo possibile ma so che ho messo a repentaglio la mia vita (e non solo) guidando in quelle condizioni», aggiunge C., che conosce meglio di altri - da camionista - i pericoli della strada. La fortuna, comunque, giovedì scorso ha tifato per lui e dopo una ventina di minuti la sua auto è entrata nell’area riservata al parcheggio disabili dell’ingresso 2 dell’ospedale.

«Avevo difficoltà a camminare, così mi sono fermato il più vicino possibile al servizio che dovevo raggiungere - ricorda - Mi sono presentato al Centro Unico Preoperatorio Aziendale (Cunico), da cui si accede dall’ingresso 2 e nella stessa giornata sono stato operato».

I chirurghi vascolari hanno eseguito un intervento di radiologia interventistica mini-invasiva (effettuata con dispositivi introdotti e guidati all’interno dei vasi sanguigni sotto il controllo di impianti radiologici). L’aneurisma è stato isolato e, dopo due giorni di convalescenza, C. è stato dimesso con la prescrizione di sottoporsi a nuovi controlli e a rinnovare la medicazione.

La richiesta di esenzione

Ad attenderlo, fuori dall’ospedale, c’era il fogliettino bianco sul parabrezza. «Sosta sull’area invalidi senza contrassegno», la violazione contestata dal Corpo di polizia municipale “Terre Estensi”: «87 euro di multa e 2 punti in meno sulla patente», precisa C., amareggiato.

«È possibile pensare che le condizioni di salute in cui mi trovavo quella mattino possano rappresentare una sorta di causa di forza maggiore e che, nonostante la violazione che va giustamente punita, in questo caso la scelta fosse in qualche modo giustificata?», domanda C. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI