L'ex assessore Maisto critica i progetti sul Castello: «Una forzatura la collezione di Sgarbi»

Dopo l'annuncio della mostra annunciata dal critico d'arte, il coordinatore reggente del Pd accusa: "Diamanti e Massari sono fermi e i soldi del Meis dove sono finiti?"  

La polemica



Le manovre in Castello, che porteranno nei prossimi mesi all’arrivo delle opere della Collezione Cavallini-Sgarbi e i cambi annunciati dall’assessore alla cultura hanno trovato le prime critiche proprio dal predecessore di Gulinelli.

Il predecessore

Massimo Maisto, coordinatore dei reggenti provinciali del Pd, e per 12 anni assessore alla cultura nelle giunte di centrosinistra di Sateriale e Tagliani, attacca la gestione che si intende fare del Castello e i programmi dell’attività espositiva e museale dalla giunta Fabbri.

«L’ingresso della Collezione Sgarbi in Castello in maniera continuativa – dichiara Maisto – come annunciato dall’assessore Marco Gulinelli e dallo stesso Vittorio Sgarbi, rappresenta a mio avviso una forzatura. Ho sempre apprezzato il rigore che mi ha insegnato Andrea Buzzoni che continuo a considerare un maestro. Il rapporto con i privati e fondamentale e il collezionismo va difeso e sostenuto ma non si possono recitare due parti in commedia. Le mostre devono essere curate da soggetti terzi. Purtroppo è evidente che il sindaco Fabbri sta saldando le promesse elettorali e non avendo in questi mesi proposto nulla di nuovo si trova sotto la tutela dei suoi grandi elettori: Sgarbi e il suo vice Lodi».

La provincia

Maisto pone anche l’accento sui rapporti con la Provincia, proprietaria del Castello.

«All’assessore Gulinelli – continua l’ex vicesindaco – faccio presente che il Castello è della Provincia, quindi forse prima di fare roboanti annunci è il caso di concordare i progetti con tale ente, perché l’accordo, che conosco bene, prevede appunto la gestione, non trasformazioni radicali. Se davvero si vuole smantellare il progetto di una figura fondamentale nella cultura italiana come Gae Aulente, serve un progetto alternativo studiato e rigoroso e credo che sia indispensabile il parere della sovrintendenza. E non so se ora, vista la crisi di governo, l’onorevole Sgarbi avrà ancora i rapporti privilegiati che ha avuto su Diamanti e Massari. Un errore a mio avviso anche l’idea di Sgarbi di togliere i quadri della collezione della Fondazione Carife dalla Pinacoteca nazionale (così indebolendola) per portarli in Castello».

I milioni del Meis

Maisto mette in campo anche un’ultima riflessione.

«Il Castello – dichiara – in questi anni ha fatto numeri strabilianti, non credo convenga incanalare tutti i progetti su quel contenitore. È chiaro che interessa, perché lì ci sono molti visitatori ma forse più che l’assessore alla cultura, è l’assessore al turismo che si dovrebbe preoccupare di valorizzare tutta l’intera rete museale; invece Diamanti e Massari sono fermi e i famosi 24 milioni di euro del Meis che sono stati bloccati, per i quali il sindaco Alan Fabbri aveva detto che bastava una telefonata, non sono stati ancora ripristinati e vista la crisi di Governo non basta certo una telefonata». —