Venti punti di sutura alla testa del pompiere ferito a Mesola: «Vivo per miracolo, ma è il nostro lavoro»

Dall’ospedale di Cona le parole del vigile del fuoco colpito da un grosso ramo durante un intervento post maltempo 

FERRARA. «Sono vivo per miracolo, posso dire che tutto sommato mi è andata bene. Sono cose che fanno parte del nostro lavoro. C’è poco da fare». Può raccontarla, questa brutta avventura, Andrea Bencivelli, 51 anni, vigile del fuoco. Ed è già molto che possa raccontarla. «Posso raccontarla, certo», ammette lui, piuttosto schivo pur se gentile nel rispondere alle domande, dal letto della camera numero 3 del reparto degenze della Medicina d’urgenza dove è ricoverato dopo quanto accaduto nella notte tra martedì e mercoledì scorsi su una strada a Santa Giustina, piccola frazione del Comune di Mesola in cui, nel corso di un intervento, Bencivelli è rimasto ferito.



Quel grosso ramo

Un grosso ramo lo ha centrato colpendolo alla testa e procurandogli ferite di una certa gravità. Ha lesioni su testa, braccia e gambe. I sanitari sono intervenuti con estrema tempestività. Mentre racconta quanto ricorda di quella serata che faticherà a dimenticare, una infermiera entra nella stanza a controllare le condizioni dell’altro paziente, quello che occupa il letto a fianco di quello di Andrea. «Mi hanno dato 20 punti di sutura alla testa – spiega, ancora dolorante, il vigile del fuoco – eravamo stati chiamati per rimuovere alberi pericolanti. È l’ultimo ricordo che ho, proprio l’ultimo».

Benvicelli, assegnato da anni al distaccamento vigili del fuoco di Codigoro e da 28 anni pompiere effettivo, è capace quasi di un timido sorriso. Quando i suoi colleghi l’hanno visto perdere i sensi dopo quel ramo in testa, hanno capito subito che la cosa si faceva molto seria. L’ambulanza è arrivata in pochissimi minuti e ha caricato Bencivelli. Poi, dopo altri 4/5 minuti, l’arrivo dell’elicottero del 118: «Sono arrivato qui all’ospedale di Cona – ha proseguito ieri mattina Bencivelli – con l’elicottero di soccorso e questo è stato per me un vantaggio perché i medici hanno potuto intervenire al più presto». Bencivelli, caposquadra del turno di quella notte, è circondato dall’affetto dei familiari e di due colleghi che sono venuti a fargli visita per accertarsi che le sue condizioni non destino preoccupazioni. E così, per fortuna e per bravura di chi lo ha soccorso, il vigile sta meglio.

Benvicelli non è in pericolo di vita, le sue condizioni migliorano di ora in ora, e la riprova più confortante è rappresentata dal fatto che abbia potuto ricevere i colleghi. Che cosa ricorda? «Ricordo il grosso ramo che mi arriva in testa, poi il “frammento” successivo sono io chi mi ritrovo disteso sul lettino dell’ambulanza».

L’albero pericolante

Il caposquadra si trovava a terra a seguire le operazioni di messa in sicurezza di un albero. Dopo essere stato investito dal grosso ramo, il vigile del fuoco è caduto e ha perso conoscenza.

Sembrava addirittura che non respirasse più. Ma all’arrivo all’ospedale di Cona le cure sono state immediate e dopo poche ore Bencivelli aveva già ripreso conoscenza. È stato sottoposto ad una tac che ha escluso lesioni gravi. Ha ancora un occhio gonfio perché quel ramo cadendo gli ha sfilato casco e maschera protettiva. Dei vigili del fuoco si parla soltanto in occasione di eventi non felici, ma in fondo è una condizione dettata per certi versi dal destino: «È il nostro lavoro – conferma Andrea, mentre familiari e colleghi lo scortano con gli occhi e sta per scoccare l’ora del pranzo per i pazienti dell’ospedale – diciamo che per noi, vigili del fuoco, parlano solo i fatti. Certo, sapere che la gente, le persone, i cittadini ti vogliono bene, fa sempre molto, molto piacere».

I miglioramenti

I tempi di recupero, quando potrà essere dimesso dal “Sant’Anna”? «Questo non lo so, lo sapranno i medici». È la prima volta che il caposquadra Bencivelli viene ferito a causa di un infortunio sul lavoro di questa gravità: «La prima volta», conferma lui. Prima dei saluti.

E degli auguri per una veloce guarigione. —


 

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