Ferrara, sui rifiuti il Comune chiama Hera: rivediamo le tariffe

L’assessore Balboni: adeguare i costi ai conferimenti reali. Per ora resta il sistema a calotta. Sulla gara d’appalto il nodo degli alti costi di subentro

FERRARA. Le calotte per la raccolta dei rifiuti indifferenziati resteranno in città ancora per molto tempo. Un eventuale cambio del sistema di smaltimento della spazzatura infatti non è ipotizzabile a breve per diversi motivi: il principale è che serve tempo per organizzare la gara d’appalto per la futura gestione del servizio, in proroga da un paio d’anni dopo essere stata rinviata e congelata in vista delle elezioni amministrative. L’altro è che modificare da zero il sistema attuale, sostituendolo ad esempio con il “porta a porta”, non è possibile nel giro di qualche mese.

Incontri in agenda. «Al mio rientro a Ferrara incontrerò i dirigenti di Hera - spiega l’assessore comunale all’Ambiente, Alessandro Balboni - Adesso bisogna affinare il sistema della tariffazione puntuale. Abbiamo già iniziato a incontrare associazioni di categoria e cittadini». Rendere più aderente la bolletta ai reali consumi del servizio, per famiglie e imprese, è una delle priorità che Balboni ha segnato in agenda per le prossime settimane.


«Stiamo studiando i dati raccolti nel 2018 - annuncia l’assessore - vogliamo capire bene chi ha sforato rispetto ai limiti fissati dall’attuale sistema di tariffazione e perché. Poi cercheremo di intervenire su tutte le “soglie”, classificazioni, scaglioni e modalità in modo da eliminare per quanto possibile le attuali disparità». L’obiettivo è evitare che l’inserimento in uno scaglione o in una “classe” di operatori economici, oppure la semplice scelta di una opzione, possa comportare significative penalizzazioni per l’utente-famiglia o l’impresa. «Il principio deve essere: “Tu paghi per quello che conferisci”», sottolinea Balboni. Il sistema attuale tiene conto delle dimensioni dell’appartamento e della composizione del nucleo familiare, fattori che non sono proporzionalmente collegati alla produzione di rifiuti. Il “premio” per chi effettua correttamente la differenziata è rappresentato dal rispetto della soglia di scaglione, che garantisce un risparmio rispetto al sistema pre-calotta. Tre anni fa, quando entrò in vigore la nuova procedura con tessera magnetica, Comune ed Hera la presentarono come un primo step di un percorso che avrebbe dovuto portare verso la tariffa puntuale. La nuova giunta vorrebbe bruciare le tappe.

Intanto, per quest’anno Hera ha congelato temporaneamente la revisione delle tariffe per cercare di recuperare un’ulteriore quota di “virtuosi” dal 10% circa che sfora ancora oggi i limiti di scaglione (si suppone che in quel dato siano inclusi parecchi anziani).

Capitolo imprese. 

Sul fronte aziende sono circa un migliaio su 7-8mila quelle che dovranno sostenere un surplus di costo (complessivamente sarà di circa 800mila euro).

«Chiediamo al Comune un monitoraggio serrato dei costi industriali dello smaltimento, che va ad incidere sui bilanci delle imprese, e una ripartizione più “puntuale” dei costi a loro carico», afferma Paolo Cirelli (Confartigianato). Alessandro Osti (Confesercenti) chiede di rivedere i vecchi studi sui conferimenti delle imprese, «che non premiano oggi chi fa la differenziata (ad esempio i banchi di frutta e verdura)», e sollecita un intervento pubblico per i conguagli che colpiranno in particolare le piccole aziende. Per quanto riguarda la gara d’appalto, Atersir non potrà ignorare i rilievi già trasmessi dall’Anac sulla correttezza della gestione degli appalti pubblici oltre al fatto che il costo di un eventuale passaggio di consegne, da Hera Spa a una società concorrente, comporterebbe un onere di 11-12 milioni di euro per la subentrante (investimenti, personale, mezzi). Anche la durata dell’affidamento avrà quindi un suo peso. —

Gi.Ca.

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