La camera mortuaria riapre a settembre, con un anno di ritardo

L’ultimo step dell’intervento riguarda i vari allacciamenti: i controlli della Sovrintendenza fra le cause dello slittamento 

COPPARO. Primavera 2018: dopo lungo dibattere la camera mortuaria della Casa della salute di Copparo viene momentaneamente chiusa. Le condizioni della struttura sono tali da rendere necessario un intervento per rendere meno dura una situazione difficile per le famiglie dei defunti, che a volte dovevano dividere con le famiglie di altri defunti spazi decisamente ridotti. La camera mortuaria, poi, essendo collegata alla Casa della salute che opera a livello di Unione, finisce per dare il suo servizio anche per altri Comuni. Alla fine l’accordo si è sviluppato sul binario Asl-amministrazione: la prima effettua i lavori, poi la seconda (si sperava con l’intervento anche degli altri Comuni) ne assume la gestione. L’intenzione era riaprire a settembre 2018..

IL RITARDO

Dunque, 4-5 mesi di chiusura. Tutto bene? Insomma... I lavori sulla copertura sono terminati in tempi ragionevoli (e dato che c’era la presenza di eternit doveva essere un lavoro ai massimi livelli di sicurezza) ma ci sono stati ritardi di altro genere. Un esempio? Considerando che la struttura fa parte della Casa della salute, e quindi di un edificio considerato storico, ci sono stati ritardi dovuti ad analisi da parte della Sovrintendenza. Poi, va considerato come siano stati previsti - da parte dell’Azienda sanitaria -, ulteriori lavori per una cifra complessiva di circa 30.000 euro sulle strutture in muratura. Ora i lavori sembrano in dirittura d’arrivo.

RUSH FINALE

Mancano solo la realizzazione degli allacciamenti alle utenze e degli impianti. L’amministrazione comunale, seguendo una linea che si è evidentemente data, rimanda i commenti a processo terminato. Quindi non c’è modo di avere indicazioni sulla tempistica. Probabilmente la riapertura a settembre che era stata pronosticata ad inizio lavori sarà mantenuta. Anno diverso, ma non è il caso di sottilizzare...

Il problema reale, però, è un altro: la tipologia dell’intervento di ristrutturazione della camera mortuaria ha portato a lunghi mesi di chiusura (logico e corretto, non si può accogliere salme in un cantiere) e, purtroppo, non siamo nel Paese immaginato in “Le intermittenze della morte” di Josè Saramago, in cui la morte sciopera e nessuno muore più. L’Asl ha indirizzato a strutture sostitutive (Tresigallo, Cona e Fossato di Mortara). Sicuramente la nuova struttura sarà decorosa, funzionale ed accogliente; e affidata all’amministrazione locale. Ma sarebbe il caso di dire quando riaprirà. —

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