Perso il 40% d’acqua, Hera usa i satelliti

Il 2017 è stato l’anno record per Ferrara, prima in regione. La multiutility: non tutto è spreco, 6 milioni d’investimenti

Tubo rotto, via Bentivoglio allagata

FERRARA. Dispersione idrica record a Ferrara, con il 40% di acqua immessa in rete che non viene fatturata. Il dossier di Cittadinanzattiva mette Ferrara in cima alla lista delle città emiliane, con un peggioramento della performance in dodici mesi, ma Hera risponde: non è tutta acqua perduta e comunque sono in campo anche le tecnologie satellitari.

Dato da record

Ferrara non ha rivali per perdite d’acqua, secondo il più recente rapporto Cittadinanzattiva che riporta dati del 2017: il 40% del capoluogo estense è superiore di 1,5 punti rispetto alla media 2013-17, staccando Parma (38,4%) e di gran lunga tutte le altre città emiliane, a partire da Modena (35,4%). La migliore in questa classifica è Piacenza con il 17,6% di dispersione, la media regionale è del 28%. C’è da evidenziare che tra il 2007 e il 2013 la dispersione in città, sempre secondo i rapporti Cittadinanzattiva, risultava attestarsi attorno al 30%.

Si rompe una tubatura, via Sutter a Ferrara come un fiume

Fare chiarezza

Di fronte a questi dati Hera mette in campo una batteria di argomentazioni, che partono dalla scarsa affidabilità di queste misurazioni: «La percentuale di dispersione mette a confronto misure diverse, sia per tipologia che per periodo temporale: infatti in questo calcolo viene rapportata la quantità di litri immessi nella rete ad un dato periodo con quelli fatturati - è la “linea di difesa” iniziale della multiutility - Si genera così un primo effetto distorsivo, dato dal fatto che vengono confrontati un dato tecnico con un dato amministrativo, misurato diversi mesi dopo il primo». La perdita così calcolata, inoltre, non misura solo i “buchi” della rete ma anche i consumi non contabilizzati, «gli idranti, le bocche antincendio, i consumi per i lavaggi strade, l’innaffiamento di parchi, le fontane».

Tubo rotto, cortili allagati

Elementi comuni a tutte le reti acquedottistiche, si dirà. Ferrara, sottolinea però Hera, ha una specificità: l’enorme estensione della rete in relazione al numero di utenti serviti. La rete provinciale è lunga complessivamente 2.500 chilometri, «presenta un tasso di guasti in linea con i territori limitrofi gestiti da Hera e anche in termini di perdite lineari - ovvero la quantità di acqua dispersa per ogni chilometro d’infrastruttura - i dati di Ferrara sono affini a quelli del gruppo e comunque inferiori alle medie nazionali» è la sottolineatura della multiutility. Non ci sono invece problemi dal punto di vista tecnico e gestionale, e questo anche grazie ad investimenti che nel 2018 hanno toccato 6,1 milioni.

Si rompe una tubatura, acqua a fiotti in via Arianuova

Cause e rimedi

Hera comunque ammette un elemento di criticità che riguarda nello specifico il 2017, il caldo e la siccità di quell’estate che determinava tensioni meccaniche e portate anomale. Hera ha avviato una studio, con Unibo, per elaborare un modello in grado di “prevedere” guai causati dal clima.

Ci sono poi innovativi sistemi di ricerca perdite: sistemi acustici (sul rumore generato dall’uscita dell’acqua dal foro), suddivisione di reti in settori più facili da controllare, e la tecnologia satellitare. Hera è la prima azienda in Italia a far sorvegliare le reti, a partire proprio da Ferrara, da satelliti in grado di scansionare il sottosuolo, in collaborazione con l’israeliana Utilis. Sono stati così individuate 2.700 perdite occulte in tre anni, risparmiando 7 milioni di metri cubi. Ma ancora non basta. —

Stefano Ciervo

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI