«Noi, anziane sole I servizi sociali sono la nostra famiglia»

Le testimonianze di Carla, 83 anni, e Argentina, 84enne «Dalla spesa ai medicinali, senza gli operatori saremmo perse» 

la storia

Carla oggi vive sola, a Montesanto. Ha girato parecchi posti nella sua vita, con suo marito Antonio ha vissuto in Africa per anni; ma, poi, lui è morto e, purtroppo, anche suo figlio Carlo Alberto non c’è più. A 83 anni è sola, la sua rete familiare si è ridotta ai due nipoti giovanissimi. Ma ha bisogno di essere sostenuta. Sono i servizi sociali ad aiutarla a sbrigare le sue cose.


«Qualche anno fa – ricorda Carla Chierici – riuscivo in qualche modo ad andare a fare la spesa, poi sono caduta, mi sono rotta una spalla e sono stata operata. Per un bel po’ho avuto dolori da tutte le parti e non riuscivo più a muovermi. Così ho chiesto l’aiuto dei servizi sociali».

«Come una figlia»

Marisa è stata la prima operatrice a seguirla. «Per 15 anni è stata per me quasi come una figlia, adesso ci sono Luca e altre operatrici che si turnano. Senza di loro sarei chiusa in casa». Luca Giacomini l’ha appena accompagnata in auto dal medico, poi debbono recarsi in farmacia e alla posta. È lui che coordina gli otto colleghi addetti all’assistenza di una cinquantina di utenti, seguiti attualmente dai servizi di Ferrara, Masi Torello e Voghiera.

«Solitudine e rischio di isolamento – spiega Luca – sono tra i motivi principali, e più diffusi, che portano le persone in età avanzata a ricorrere oggi ai servizi sociali». La maggior parte degli utenti seguiti dall’Asp ha oltre 70 anni. Ad essi, gli operatori assicurano le attività indispensabili a garantire condizioni di vita accettabili e dignitose: dalla pulizia e igiene quotidiana, all’accompagnamento dal medico e nelle visite specialistiche, dalla spesa al ritiro della pensione.

Ma non di solo questo si tratta. Prendersi cura delle persone significa costruire legami affettivi forti. «Nel nostro lavoro – dice Luca – dovremmo mantenere un certo distacco, ma io non ci riesco».

Argentina Stocchi, 84 anni, è di rientro dalla mattinata dedicata alla “socializzazione”, appuntamento settimanale a cui tiene molto. «Abbiamo fatto un bellissimo giro - racconta la signora piena di vita e di allegria. Argentina non ha parenti a Ferrara, avendo vissuto a lungo in Liguria. «Sono tornata qui per un intervento molto delicato. Stavo molto male e ho avuto bisogno di assistenza. Mi hanno aiutato gli operatori dei servizi, senza di loro non ce l’avrei sicuramente fatta. E anche oggi è così. Voglio molto bene a tutti loro».

la medicina dell’affetto

Ora sta meglio, racconta della sua vita con vivacità, perché le persone anziane sole desiderano tanto parlare e sbocciano nelle relazioni con gli altri. Poi, Argentina mostra orgogliosa la routine settimanale dei farmaci da assumere, che le preparano dettagliatamente gli operatori. Lei è brava: «Non me ne dimentico mai».

Ma è difficile confondersi, così gli operatori sociali dell’Asp insieme all’Equipe degli infermieri della Cittadella della Salute S.Rocco hanno fatto progetto, unico in regione.

«Insieme ai nostri utenti – specifica Luca – organizziamo le modalità di assunzione dei medicinali, in base agli orari, con metodi semplici e chiari» L’obiettivo è mantenere gli anziani, il più a lungo possibile, nel loro ambiente familiare, la loro casa. —

Morena Cavallini

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