Rimborso azzerati: portale pronto, ma le associazioni chiedono chiarezza

Applausi per la cancellazione di due autenticazioni di firme. Da affrontare con Consap i nodi dei documenti bancari 

FERRARA. Forse qualche azzerato più impaziente e curioso di altri, ieri mattina avrà provato l’accesso al portale Fir appena sbloccato dal decreto ministeriale, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale allo spirare del governo Conte. Magari esistono già domande di rimborso targate Ferrara. Di sicuro la corsa vera e propria dei 30mila non è ancora iniziata, e secondo le associazioni degli azzerati, se ne parlerà solo a settembre, preferibilmente dopo un incontro in sede Consap in grado di dileguare gli ultimi dubbi operativi. Traspare comunque il sollievo per aver ottenuto il via alla fase operativa dei rimborsi assieme a qualche semplificazione richiesta a gran voce, tra le quali la decimazione delle firme autenticate che renderà probabilmente superfluo lo sforzo promesso dai Comuni.

Un po’ di confusione


La pubblicazione post-ferragostana dell’ultimo decreto, con numerosi rimandi alla normativa degli ultimi mesi, ha colto di sorpresa le associazioni. «Non abbiamo ancora certezze sulla documentazione disponibile, e quindi di quando partono i famosi 180 giorni per presentare le domande di rimborso» diceva ad esempio Roberto Zapparoli (Federconsumatori), tra i più convinti nel chiedere un rinvio a settembre del clic-day, anche per non inserire nel conto alla rovescia il periodo ferragostano. Ieri mattina c’è stata una rapida consultazione tra azzerati, e sia Ernico Scarazzati (Lega consumatori) che Marco Cappellari (Amici Carife) concordavano con Zapparoli nel passare attraverso un incontro con Consap prima di partire con le convocazioni.

Da chiarire la natura del modulo di domanda nel sito, la possibilità da parte delle banche di presentare un’autocertificazione al posto dei documenti cartacei del possesso di azioni, la tipizzazione delle violazioni massive per tutti gli ex Carife.

Katia Furegatti (Azzerati Carife), tra le più soddisfatte per l’abolizione dell’autenticazione delle firme su successioni e dichiarazioni di non aver mai ricoperto cariche nelle banche («risparmiamo code alle anagrafi e 16 euro a bollo», resta l’autentica in caso di delega), ha provato ad entrare nel portale: «Si può arrivare fino alla compilazione della domanda, ma tutti i nostri associati si stanno rivolgendo ai legali per non sbagliare qualche passaggio, e quindi si slitterà più avanti». La tempistica di presentazione delle domande non dovrebbe peraltro influire sui rimborsi.

Prossime mosse

Cappellari ha contattato Bper, «tutte le filiali sono allertate ma è cruciale la conferma che le banche possano presentare l’autocertificazione al posto dei documenti originali. Oggi è una bella giornata, ora bisogna far sì che l’istanza la presentino tutti». Federconsum per il momento si sta concentrando sui rimborsi aggiuntivi, dall’80 al 95%, dei bondisti Fitd: dal 2 settembre ne riceverà 1.400, «è un’istanza in apparenza semplice ma in realtà bisogna lavorarci con personale specializzato» dice Zapparoli. La “tariffa”? 50 euro a domanda. —

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