Bibbiano e i figli “rubati”, le famiglie: ora giustizia. E il M5s sfila con Lega e Fdi

Ieri la fiaccolata in centro a Ferrara. I racconti, la rabbia la solidarietà mentre in strada la politica "battezza"  un dialogo fra partiti lontano dai movimenti della capitale

Fiaccolata in centro per i fatti di Bibbiano: in piazza famiglie e politici

FERRARA. Appelli accorati, solidarietà e commozione nella fiaccolata organizzata ieri sera a Ferrara per tenere l’attenzione alta anche nella nostra città sui fatti di Bibbiano. Un centinaio di persone hanno attraversato il centro da piazza Travaglio a piazza Castello. E in un momento molto complicato per l’intero Paese non è stato facile tenere la politica lontano dalla manifestazione. Tra i partecipanti, che hanno raccontato storie familiari laceranti, dense di sofferenza e anche di rabbia, hanno sfilato diversi esponenti e attivisti del M5s (il capogruppo comunale Tommaso Mantovani, Valerio Aldighieri, Donatella Pasqualini, Francesco Gigante), della Lega (le consigliere comunali Catia Pignatti, Annalena Ziosi, Anna Ferraresi), di Fdi (il consigliere comunale Federico Soffritti, ex M5s), l’avvocato Stefania Gallini, di Ferrara Cambia, in compagnia di una sua cliente. Nel corteo anche il portavoce dei free-vax ferraresi, Luca Teodori, e il polemista web Andrea Rossi, della Nuova Dc. Roma è lontana e a Ferrara M5s, Lega e Fdi si sono ritrovati a marciare insieme mentre nei Tg ieri sera faceva capolino l’incontro a cena Di Maio-Zingaretti, nella prospettiva di un futuro asse politico M5s-Pd. Tutti, in città, invitavanoperò a tenere separate politica e impegno sociale.

Mantovani vuole conoscere meglio « i criteri con cui operano i servizi sociali» ma intanto annunciava una possibile seduta della Commissione comunale competente dedicata al tema. E Catia Pignatti aggiungeva: «Stiamo raccogliendo documentazione anche qui, bisogna approfondire». «Questo non vuole essere assolutamente un processo di piazza - ha dichiarato l’organizzatore, Aldighieri - ma un volerci essere per tutte quelle famiglie a cui hanno ingiustamente strappato un bambino». Famiglie che vivono anche nel ferrarese. V. ha voluto gridare a gran voce la sua storia, la sua lotta, il suo essere inascoltato da tutti, giudici, assistenti sociali, istituzioni. «Sono anni che mando lettere, scrivo appelli, invio centinaia di fax, ma nessuno mi risponde», dichiara questo padre a cui è stato «strappato» un bambino che oggi ha 4 anni e mezzo. Anche L., accompagnato dal suo avvocato, fa un racconto addolorato: «Hanno “rubato” il mio bambino nel 2017, quando aveva 7 anni, mi hanno detto che la mia casa non era idonea: da quel giorno ho visto mio figlio solo una volta, e non so quando potrò rivederlo». B. è una nonna che sta lottando con tutte le sue forze per riavere il suo «pulcino» di nuovo con sé. «I servizi sociali non mi hanno nemmeno interpellata». E il mantra del mai arrendersi è anche quello che fa andare avanti E. e il marito A. ai quali hanno portato via la bambina ancora in culla: «Mai rassegnarsi e non credere a tutto quello che dicono psicologi, assistenti sociali e medici».

Infine, una battuta di Federico Scotta, uno dei testi del processo di revisione sui “diavoli della Bassa Modenese”: «Io credo ancora nella giustizia e la verità in tutte queste storie spesso troppo trascurate deve emergere. È giusto che anche la politica intervenga ma ricordiamo sempre che i bambini non hanno colore politico». —

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