Omicidio frutto dell'idea che la donna sia un oggetto da possedere

La presa di posizione del Coordinamento dei centri antiviolenza dell'Emilia Romagna

FERRARA. "Un altro femicidio in Emilia-Romagna, che purtroppo conferma il trend degli episodi di violenza maschile contro le donne in regione, il cui numero mantiene una certa costanza", scrive il Coordinamento dei centri antiviolenza dell'Emilia Romagna riferendosi all'omicidio di Cinzia Fusi, 34 anni, uccisa a Copparo dal  compagno, Saverio Cervellati, 52 anni.

"Davvero si tratta di “tragedie del tutto inattese”? Di “raptus”, come vengono ancora definiti i femicidi? - scrive il coordinamento - Se si osservano e si analizzano in un’ottica di genere, la nostra società e la nostra cultura sono ancora fortemente intrise di stereotipi di genere. Fino a quando le donne verranno rappresentate come oggetti a disposizione dello sguardo e del piacere maschile, fino a quando le relazioni possessive verranno romanticizzate, fino a quando per le donne non ci sarà una reale e concreta equità nel campo dei diritti e delle opportunità, la violenza maschile continuerà a imperversare e le donne continueranno a essere uccise dai loro compagni “per gelosia”".

Episodi come quello avvenuto a Copparo, prosegue il commento, devono essere rappresentati "per quello che sono: manifestazioni della grave asimmetria che ancora contraddistingue il rapporto fra i generi e moniti a intervenire più fattivamente per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne. Non è la “gelosia” a innescare la violenza, ma la convinzione, da parte di uomini di ogni età, appartenenza culturale e classe sociale, che le donne siano oggetti di proprietà, che servono per soddisfare le proprie aspettative, e non persone che hanno il diritto di agire e decidere autonomamente per le loro vite".

La presa di posizione si conclude con un appello: che "nel prossimo governo la delega alle Pari Opportunità venga affidata a una persona esperta di diritti delle donne e che il dialogo tra istituzioni e centri antiviolenza sia continuo e proficuo".