Portomaggiore. Appuntato progettava la rapina, l’Arma gli toglie i gradi e il Tar respinge suo il ricorso

L’inchiesta penale è stata archiviata ma sono arrivate le sanzioni disciplinari. Il giudice del Tar: «Gravità inaudita». I reati non compiuti «solo per incapacità»

PORTOMAGGIORE. A suo carico non ci sono rilievi penali, perché le accuse sono state archiviate.. Ma il procedimento disciplinare aperto nei suoi confronti dal Comando provinciale dell’Arma dei carabinieri di Ferrara ha rilevato comportamenti tanto gravi, come la progettazione di una rapina, da meritare la sanzione massima, la rimozione del grado. Grado che in ogni caso aveva già perso, visto che al momento della “punizione” era già stato messo in congedo assoluto: la Commissione Medica Ospedaliera, infatti, lo aveva giudicato non idoneo in via permanente al servizio militare.

Triste parabola


Questa la parabola dell’ ex Appuntato Scelto Stefano Secci, 36 anni di servizio, fino al 2018 in forze alla Compagnia carabinieri di Portomaggiore. Il quadro che emerge dalle intercettazioni disposte a suo tempo dall’autorità giudiziaria è impietoso. Quando non era in servizio Secci frequentava persone pregiudicate, e non per motivi legati al suo dovere di carabiniere.

Il viaggio in Svizzera

Anzi, si rendeva disponibile a collaborare con loro, come quando si offrì di andare in Svizzera per gestire conti cifrati su cui far confluite fondi destinati all’acquisto di droga.

Non solo, aveva progettato anche i compiere una rapina ai danni di una persona che detestava per motivi personali.

«Gravità inaudita»

Un quadro «di una gravità inaudita», scrive il giudice del Tar che pochi giorni fa ha respinto il ricorso contro il provvedimento disciplinare presentato dall’ex carabiniere. A cui i suoi colleghi di un tempo contestano anche un’altra circostanza, quella di aver ricoperto la carica di rappresentante legale, e di socio amministratore, di una società sportiva di Molinella.

«Incapacità»

Poco importa, continua ancora il giudice, se al ritorno dal viaggio in Svizzera l’ex appuntato non avesse portato a termine alcuna transazione illecita, né che la rapina per vendetta non sia stata poi compiuta.

Il quadro, ribadisce, «resta di una gravità inaudita, non mitigata dal fatto che, per incapacità dei protagonisti, si è trattato di reati progettati ma non eseguiti».

Alle stesse conclusioni era arrivata l’Arma dei carabinieri che pur in presenza di un’archiviazione, un anno fa aveva aperto un procedimento disciplinare, incolpando l’appuntato di rapporti con pregiudicati, con cui aveva pianificato la commissione di gravi crimini. E se questi ultimi non si erano poi tradotti in realtà non era stato per un ravvedimento, «ma per mancanza di mezzi».

Ricorso respinto

Nel suo ricorso l’ex appuntato lamentava l’eccessiva severità della sanzione, che al contrario deve ritenersi proporzionata, ribatte il giudice amministrativo nel respingere la richiesta, «poiché i fatti sono numerosi e dimostrano una disinvoltura nel concepire i propri doveri nell’ambito della vita privata che è inconcepibile per un appartenente all’Arma dei Carabinieri». —

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