Moria di pesci ai Lidi da nord a sud. Spiaggiati cefali e anguille

Si tratta di anossia, non c’è ossigeno a sufficienza a causa del caldo e dei venti. L’esperta: «Occorre adesso una mareggiata per ripristinare la normalità». Odore sgradevole su tutto il litorale. Ma c'è chi ne ha approfittato per una frittura

Moria di pesci ai lidi di Comacchio

LIDI. Mare calmo e temperature estive molto elevate sono i fattori scatenanti del primo episodio di anossia di stagione, registrato ieri (giovedì 29 agosto) lungo il litorale comacchiese, ma anche nella vicina costa romagnola. 

L’allarme


Branchi di pesci in sofferenza, con segni evidenti di soffocamento e tappeti di alghe verdi hanno destato, ieri mattina, i primi segnali di allarme tra i turisti in spiaggia, preoccupazioni accentuate dall’arrivo di odori sgradevoli, trascinati dal vento, al primo accenno di moria.

Situazione speculare da nord a sud, anche se più marcata da Porto Garibaldi ai lidi Estensi e Spina ma, fortunatamente, in corso di miglioramento dal tardo pomeriggio. «È un fenomeno che si manifesta da sempre – dichiara Giuseppe Carli, presidente della cooperativa degli stabilimenti balneari di Porto Garibaldi –; da noi si sono arrivati cefali, anche in grandi quantità e pure anguille e meduse di grandi dimensioni ed è risaputo che la presenza di meduse è sinonimo di mare pulito».

«I turisti ci hanno chiesto informazioni, ma li rassicuriamo – prosegue Carli –, spiegando che non si tratta di inquinamento ma di anossia. In tanti hanno catturato cefali e anche qualche piccola anguilla da portare a casa a cucinare»

Il vento

Con il vento da terra il fenomeno è destinato ad esaurirsi rapidamente e, secondo Carli, i disagi maggiori sono stati provocati nei giorni scorsi dagli olezzi provenienti dalle vicine campagne, all’interno delle quali è in corso di spandimento il letame, mentre l’odore sgradevole di pesce morto si avverte in modo poco significativo, anche grazie alle correnti del vento.

L’esperta

A sgombrare il campo da illazioni, fake news ed inutile allrmismo è Carla Rita Ferrari, responsabile della struttura oceanografica Daphne dell’Arpae Emilia Romagna. «Quello che si è verificato si chiama episodio di ipossia-anossia che sta interessando alcuni tratti della nostra costa, ma ieri il vento di libeccio da terra ha favorito il ricambio dell’acqua mandando quelle superficiali al largo e richiamando quelle del fondale. Si è verificata una moria di pesci con produzione di odori sgradevoli. Occorre una mareggiata per ripristinare la normalità», spiega Carla Rita Ferrari.

Fenomeno tipico

«Si tratta di un fenomeno eutropico tipico del nostro mare – prosegue la direttrice della struttura oceanografica Daphne –, dovuto a fioritura micro e macro algale, che riscontriamo in estate in presenza di mare calmo e temperature marine elevate».

Insomma tutto dipende dalla scarsa presenza di ossigeno nell’acqua, i pesci boccheggiano, ma non c’è nessun inquinamento in atto e naturalmente non vige alcun divieto di balneazione. Sul sito dell’Arpae sono disponibili tutti gli aggiornamenti e la mappa relativa alle aree anossiche, rilievi effettuati anche con il ricorso alla stazione mareografica integrata di Arpae di Porto Garibaldi. Nicola Bocchimpani, presidente di Asbalneari dei lidi Scacchi, Pomposa e Nazioni, ha già allertato Comune e Cooperaiva Brodolini, per attivare una pulizia straordinaria dell’arenile, in caso di necessità. —

Katia Romagnoli

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