Rimborsi azzerati Carife: il Codacons chiede il 10%

Ai legali dell’associazione consumatori una percentuale di quanto sarà incassato. Il presidente Barbieri: si può fare da soli ma per casi complessi serve assistenza

FERRARA. Il primo rimborso per 300 azioni Carife è stato finalmente inserito sulla piattaforma Consap, al numero 89, e per riuscirci, facendo lo slalom tra i problemi informatici, è stato necessario lavorare un intero pomeriggio. È la conferma delle difficoltà iniziali di funzionamento della piattaforma, denunciati da più parti in questi giorni dalle associazioni, non necessariamente della complessità della procedura. C’è però solleva dubbi anche su questo aspetto, giustificando così richieste di contributo piuttosto elevate ai risparmiatori assistiti.

In percentuale. È il caso di Codacons che ha inviato al proposito lettere ai loro assistiti nel procedimento penale, nel quale c’è scritto che «resta sempre valido l’accordo del 10% del recupero (già firmato a suo tempo per la tutela del procedimento penale)». L’associazione dei consumatori chiede quindi una percentuale, appunto a due cifre, per predisporre le domande da inviare al Fir? «Una cosa è l’azione penale, un’altra è il rimborso Fir - dice Bruno Barbieri, legale e presidente regionale di Codacons - Per quest’ultima procedura la lettera è inviata effettivamente da Codacons ma a seguire i risparmiatori sono i singoli studi professionali, come appunto il mio, i quali non applicano le tabelle legali (è vietato dalla legge, ndr) ma appunto una percentuale su quanto effettivamente risarcito». Ci sono quindi complessità tali da obbligare i risparmiatori all’assistenza legale? «L’associazione - è sempre Barbieri a parlare - ha chiarito in decine d’incontri pubblici nel Ferrarese che la procedura ha caratteristiche tali da poter essere eseguita anche in autonomia. Bisogna tuttavia rilevare che i rimborsi obbligazionari, in apparenza ancora più semplici, a suo tempo hanno riservato problemi. Ci sono poi situazioni di una certa complessità, come le successioni, per cui a chi intende affidarsi ad un professionista abbiamo messo a disposizione un’assistenza professionale».


Le lettere Codacons circolano sulle chat degli azzerati e non mancano rilievi e critiche: le altre associazioni fino ad oggi hanno evitato di parlare di percentuali di recupero per la copertura dei costi e delle competenze, preferendo partire da un modesto rimborso spese.

Fluidificare. La prima domanda inserita un po’ a “spinta” nel portale, in quattro ore di lavoro, si spera non sia lo standard. «Anche il portale Fitd per gli obbligazionisti era partito a rilento, probabilmente ci stanno provando tutti i risparmiatori in contemporanea - è la valutazione di Eleonora Baldi, il legale che segue gli Azzerati Carife - Abbiamo dovuto riavviare la procedura due volte per poter concludere l’invio, ma contiamo che a partire dalla prossima settimana il canale informatico sia più fluido, anche grazie ad auspicabili migliorie da parte di Consap».

Anche Federconsum ha messo ieri il dito nella piaga dei «continui blocchi» del portale, «in pratiche sembra che tutto sia costruito ad arte per rendere più complicate le procedure di richieste dell’indennizzo, magari nella speranza che qualcuno rinunci». Si torna a chiedere una proroga del termine di 180 giorni per le domande. —

S.C.

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