Addio a Gabriele Turola, pittore della Ferrara nascosta

Un malore lo ha stroncato a 74 anni nella sua casa di via Vincenzo Monti. La morte potrebbe risalire a  giovedì: l’allarme lanciato da  un’amica di famiglia. 

Ferrara, il pittore Turola trovato morto in casa

FERRARA. L’arte ferrarese è in lutto per la morte di uno dei suoi alfieri più genuini. Ieri è stato ritrovato il corpo senza vita di Gabriele Turola, critico d’arte e pittore, autore di numerose pubblicazioni ed artista a tutto tondo. Turola, che abitava a Ferrara in una villetta al “25” di Via Vincenzo Monti, tra il quartiere Via Bologna e Argine Ducale, è stato rinvenuto senza vita dopo l’allarme lanciato da un’amica di famiglia che, almeno da un paio di giorni, non riceveva risposta alle tante telefonate. Erano le 17.

Purtroppo l’arrivo di una Volante della Polizia e l’ingresso nell’abitazione, dove l’artista viveva solo, hanno consentito di effettuare la macabra scoperta. Subito chiara è apparsa alla Polizia l’ipotesi di una morte per cause naturali, molto probabilmente un malore, forse un infarto che non gli ha lasciato scampo. Sul posto erano presenti anche i vigili del fuoco di Ferrara. Secondo gli investigatori e stando alle prime ipotesi, la morte di Turola potrebbe risalire almeno a giovedì scorso, ma saranno soltanto i rilievi necroscopici, nelle prossime ore, a fare chiarezza su questo aspetto.

Anche secondo le testimonianze dei parenti (la sorella Mara e l’amata nipote Natascia Modonesi) raccolte ieri pomeriggio davanti all’abitazione dell’artista, Turola sarebbe stato vittima di un malore improvviso. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo effettuati dai sanitari del 118 accorsi sul luogo della tragedia. Sarà ora l’autorità giudiziaria a disporre (o meno) l’autopsia sul corpo dell’artista.

Gabriele Turola era nato a Ferrara il 13 agosto 1945 e della Ferrara più nascosta è stato uno degli interpreti più fulgidi. Soltanto il suo carattere piuttosto schivo gli ha forse impedito di godere di quella grande notorietà che sicuramente meritava. Ma ciò nulla toglie al valore dell’uomo e dell’artista, ne sia riprova il fatto che ieri dopo le 17, quando la notizia della sua morte ha iniziato a circolare, sono state diverse le persone, amici o conoscenti, che si sono recati nei pressi della villetta.

Persone che gli volevano bene e che nel tempo avevano anche imparato ad apprezzare la sua arte. Nei suoi quadri più famosi sopravvivono i protagonisti più impensabili: gatti paffuti loro stessi trasformati in pittori che rappresentano la volontà di Turola di ritrarre anche gli aspetti più pittoreschi della “sua” Ferrara. O ancora, lo splendido dipinto l’Arca di Noè (2002) da cui l’Unesco ha ricavato una cartolina augurale stampata in 14mila copie e spedita in tutto il mondo. Ed infine le mostre: Barcellona, Tokyo, Parigi, Berlino, Bruxelles. —