Quota 100 per ventiquattro dipendenti, il Comune riorganizza il personale

Settori al vaglio per individuare le criticità. Avviati dodici avvisi di mobilità, poi si procederà con i bandi di assunzione

FERRARA. Quest’anno, al 4 giugno, sono state 57 le domande di pensionamento presentate da dipendenti del Comune di Ferrara, ma il “fattore quota-100” ha inciso per meno della metà, con 24 richieste rispetto al numero complessivo.

Due fattori


I collocamenti a riposo sono stati spalmati per l’intero 2019 - gli ultimi scatteranno a dicembre – ma i 57 pensionamenti non si tradurranno in altrettante assunzioni. La strategia dell’amministrazione, come spiega l’assessore al Personale Angela Travagli - è quella di una riorganizzazione della pianta organica comunale: «Va premesso che la situazione attuale delle domande di pensionamento è stata determinata dalla combinazione di due fattori, in parte per la quota 100, ma per gran parte per il lungo blocco del turn over dovuto al Patto di Stabilità. Di conseguenza si è alzata l’età media dei dipendenti comunali; gli under 30 sono pochissimi e uno degli obiettivi della riorganizzazione sarà anche quello di “ringiovanire” la macchina comunale».

I settori

Nel mese di luglio, continua l’assessore, insieme al dirigente del Personale e al direttore generale è stato intrapreso un lavoro di raccolta dati per capire quali settori potessero presentare delle criticità. Le richieste di pensionamento sono state trasversali; il settore dell’Edilizia perderà cinque operai, ma molti altri saranno oggetto di attenzione, come le Biblioteche, l’Istruzione, le Gallerie Moderne, i servizi Mobilità, Personale e Attività Produttive.

Avvisi di mobilità

«Quest’anno abbiamo stabilizzato le educatrici delle scuole d’infanzia, ed è stato aperto un bando per l’assunzione di un istruttore informatico - spiega Travagli - Ma non è detto che per ciascuno dei 57 dipendenti che sono andati o che andranno in pensione nel corso del 2019 sarà fatta un’assunzione. Prima di partire con altri bandi abbiamo avviato 12 avvisi di mobilità, che scadranno a settembre. Solo allora, al termine di questa riorganizzazione interna, saremo in grado di avere un quadro definitivo della situazione e agire con nuovi assunzioni per i settori in sofferenza, conclude l’assessore». I 24 pensionamenti di quest’anno, riscontrate fino al 4 giugno, non esauriscono peraltro il contingente dei dipendenti che si ritireranno dal lavoro approfittando della quota 100. C’erano sei mesi di tempo, a cominciare da aprile, per presentare la domanda, e si stima che l’ “onda lunga” arriverà soprattutto nel 2020.

Le proposte

C’è da dire che non è esclusa una rivisitazione della quota 100, in vista della presentazione della Legge di Bilancio e della necessità di reperire risorse straordinarie per i pensionamenti. Tra le modifiche proposte, quelle elaborate dal tavolo del Pd nazionale su lavoro e sanità e che verranno discusse con il Movimento Cinque Stelle. Tra le ipotesi, un’Ape social strutturale che includa anche i lavori gravosi e una revisione del tetto dei 38 anni di contributi, ritenuto penalizzante per donne e lavoratori discontinui. Sempre per facilitare le donne a raggiungere i requisiti, l’idea è quella di aggiungere un anno di contributi per ogni figlio. Tra le ipotesi, anche quella avanzata dei sindacati, ovvero l’innalzamento dell’età minima di uscita dai 62 ai 64 anni e una pensione di garanzia su misura per i giovani. —

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