In arrivo 25 richiedenti asilo a Consandolo. Il sindaco Baldini: «Troppi sotto un tetto»

Nessuna informazione preventiva al Comune sulla decisione della Prefettura.  Il primo cittadino obietta all’ok di Asl e vigili del fuoco: in quella casa non oltre 17 persone 

CONSANDOLO. Ancora poche ore e nella casa (dove abitava la famiglia Balboni) al civico 3 di via Nazionale Nord, a Consandolo – una frazione che dove già è massiccia presenza di extracomunitari – arriveranno 25 profughi. . Cittadini del centro Africa, già integrati in sei diverse strutture della provincia di Ferrara ma che ora vengono “ammucchiati” per 16 mesi sotto un solo tetto di 187 metri quadri. Una decisione assunta dalla Prefettura, forte del noto decreto sicurezza del Governo dimissionario.

I controlli


«Ho espresso le mie preoccupazione al prefetto – ha sottolineato il sindaco di Argenta Andrea Baldini – ma nulla ho potuto e l’unica cosa che farò è controllare con un nucleo di agenti della Polizia locale che in quella casa, anche se Asl e vigili del fuoco hanno detto che vi possono abitare 25 persone, non alloggino, invece, più di 17 persone perché questo dicono le leggi sull’edilizia. Se risconteremo questo fatto lo farò presente».

Decisione dall’alto

In questa sintesi c’è tutta l’amarezza e l’impotenza burocratica del sindaco sulla decisione di istituire un Centro di accoglienza straordinario (Cas) a Consandolo.

Una decisione piovuta dall’alto e illustrata appena c’erano tutti gli elementi, lunedì sera, nel corso di un’affollata assemblea a Consandolo, presenti le forze politiche di ogni schieramento.

Ma prima di entrare nel vivo della novità, Baldini ha spiegato che fino al 31 dicembre scorso la gestione dei richiedenti asilo era in mano all’Asp mentre ora, col decreto Salvini, ci pensa direttamente la Prefettura.

Il primo cittadino ha puntualizzato che fino a questo momento ad Argenta la gestione è stata fatta in piccoli gruppi a Ospital Monacale (9 profughi), San Nicolò (6 profughi) e Argenta (20 profughi) e se col tempo, il numero si era ridotto per i più svariati motivi, ora, con questi 25, si ritorna a quota 60.

La coop padovana

Fra i nuovi 25 che arriveranno, 15 hanno un contratto di lavoro in agricoltura. Di questa nuova forma di accoglienza “salviniana”, si è accorta la Polizia locale quando a Consandolo qualcuno stava effettuando dei lavori edili alla casa senza averlo comunicato al Comune.

Fatte le indagini si è saputo che dietro a tutto c’è “Un mondo di gioia” di Padova, l’ente che ha vinto il bando per l’accoglienza. «Prima che s’insinuino certe frasi – ha precisato il sindaco Baldini –, dico che il Comune non prende una lira e con i 17 euro, di cui 3 al profugo, viene fatta la gestione. Quindi chi ci guadagna sono altri».

«La decisione – ha poi confidato il primo cittadino – è in controtendenza con quello che ad Argenta è stato fino a oggi un buon sistema di gestione dei migranti: gruppi piccoli, ben controllati e gestiti grazie all’attivazione di progetti di lavoro e di volontariato, a servizio, e in accordo, con la comunità. Un modello che anche l’opposizione aveva apprezzato, nella persona dell’attuale vicesindaco di Ferrara». —

Giorgio Carnaroli

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