Nasce a Goro l'ospedale delle tartarughe. "Dimessa" in mare la prima "paziente"

Aperto nella sede Arpae il Centro di Pronto Soccorso e Cura delle tartarughe marine. Una "caretta caretta" ritrova la libertà

Pronto soccorso-tartarughe a Goro. Una "paziente" torna in libertà

GORO. Dopo le cure, la ritrovata libertà. Un esemplare di tartaruga caretta caretta è stata rimesso in mare oggi (mercoledì 4 settembre) in occasione dell'inaugurazione, nella sede Arpae, del Centro di Pronto Soccorso e Cura delle Tartarughe Marine allestito da Fondazione Cetacea in collaborazione con il progetto Tartalife+, Arpae Emilia Romagna e la Rete Regionale delle Tartarughe Marine.

L' "ospedale delle tartarughe" di Goro sarà il secondo sulla costa romagnola, dopo quello di Riccione. Nella sede del Centro sono state posizionate due vasche per accogliere e accudire gli animali malati o feriti. Le due strutture «sono fondamentali per la conservazione della biodiversità e per la tutela di specie in via di estinzione, come appunto le tartarughe marine: permettono di intervenire in caso di spiaggiamenti e di agire con tempestività, riducendo la mortalità nei casi di cattura accidentale durante le attività di pesca», dice l'assessore regionale all'ambiente, Paola Gazzolo.

All'attività del nuovo centro collabora la polizia provinciale di Ferrara, Fondazione cetacea e alcune realtà associative come Aics, Circolo Velico Volano, il Corpo dei Vigili Giurati di Goro ed Enpa.

«Ospitare il nuovo centro di primo soccorso per le tartarughe- aggiunge la responsabile di struttura oceanografica Daphne di Arpae, Carla Rita Ferrari- è un ulteriore passo in avanti nella tutela di un ambiente delicato come l'Adriatico, che trova nella sede del distretto daphne di goro uno dei presidi più vicini alla comunità e agli operatori economici del territorio». Tutti i volontari hanno seguito un corso di preparazione per affinare le tecniche di recupero degli animali

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