«Un amore falso ha ucciso Cinzia». Quanta sofferenza nell’ultimo viaggio

Ammazzata dal fidanzato: Cologna si è stretta ai familiari Il parroco sull’omicida: preghiamo anche per questo uomo

Omicidio a Copparo, l'ultimo saluto a Cinzia

COLOGNA. Grande dolore ma altrettanta compostezza per l’ultimo saluto a Cinzia Fusi, la 34enne di Cologna uccisa dal compagno Saverio Cervellati il 24 agosto nel garage dell’attività commerciale di proprietà dell’uomo, dove la giovane donna lavorava da tanti anni. E proprio i genitori di Cinzia, Maria e Roberto, sono l’immagine del dolore e della compostezza, restando quasi sempre seduti durante la cerimonia funebre e arrivando anche con grande fatica in chiesa, per dare l’ultimo saluto all’amata - unica - figlia morta troppo presto.

Partecipazione

Tante persone ieri pomeriggio per i funerali della 34enne, soprattutto di Cologna, il paese dove era nata e cresciuta e dove - di fatto - ancora abitava con i genitori, anche se spesso rimaneva a casa del compagno, colui che il 24 agosto le ha tolto la vita.

La gente si posiziona in chiesa e nel parcheggio in silenziosa attesa dell’arrivo della bara. Le serrande dei negozi sono chiuse, lentamente si allineano in attesa anche le forze dell’ordine (i carabinieri guidati dal comandante della Compagnia di Copparo, Giorgio Feola, e vigili urbani, con il comandante della Polizia locale dell’Unione, Carlo Ciarlini) e i rappresentanti politici del territorio, i sindaci Andrea Zamboni (Riva del Po) e Fabrizio Pagnoni (Copparo) con tanto di fascia tricolore.

Quando arriva la bara accompagnata da genitori e parenti di Cinzia, sono proprio i due primi cittadini, seguiti dalle forze dell’ordine a muoversi per portare il proprio saluto ma anche un abbraccio, forte, che vale per tutte le persone presenti, che solo alla fine della funzione religiosa trovano la forza per esprimere le proprie condoglianze a Maria e Roberto.



L’omelia

A celebrare la funzione religiosa il parroco di Berra, Don Francesco Pio Morcavallo, affiancato da Daniele Panzeri di Copparo e Leonardo Bacelle di Coccanile. In prima fila con i genitori e i parenti di Cinzia c’è anche l’avvocato della famiglia, Denis Lovison, mentre le autorità civili e militari sono sedute in prima fila dall’altra parte.

E le parole dell’omelia din don Morcavallo sono decise, esprimono dolore, chiedono compassione, sostegno ai familiari di Cinzia ma anche preghiere per Saverio.

«Il nostro Dio è il Dio della vita non della morte, eppure la morte c’è, da quando Caino ha ucciso il fratello. Poi c’è la morte violenta delle guerre, quella dell’aborto e quella di Cinzia e di tutti i casi come questo. Dio ci ha creato per l’amore e il Paradiso, ma noi uomini in piena libertà possiamo scegliere il male ed ecco che siamo qui a piangere prematuramente per Cinzia. Dio c’è anche quando succedono queste tragedie, per ricordarci che l’amore vero è il suo, non quello possessivo e malato che troviamo troppe volte nel mondo».

«Amore falso»

Ed è proprio sul femminicidio che prosegue la sua omelia il parroco: «Noi siamo assetati d’amore e purtroppo a volte ne troviamo non veri, come quello di Cinzia, che lo ha pagato con la sua vita, al fianco di un uomo che l’ha portata alla morte. Dobbiamo meditare su questo, sul significato di amore vero e amore falso: se ci allontaniamo da Dio non riusciremo a purificare questi amori. Chiediamo misericordia per Cinzia, perché sia accolta subito nella gioia del Paradiso».

Saverio e i genitori

Don Morcavallo parla anche dell’omicida e della famiglia di Cinzia: «Preghiamo anche per questo uomo, questo poveretto, per il perdono suo e di quelli come lui. Ma, soprattutto, come comunità stiamo vicini ai genitori di Cinzia, la quale era il loro unico sostegno. Tutte le belle parole non devono finire oggi: la presenza dei due sindaci e delle forze dell’ordine sono un segno che questa sensibilità c’è, dobbiamo continuare. Ho visto nei carabinieri celerità nelle indagini e vicinanza ai familiari, d’ora in poi tutti dobbiamo essergli vicini».

Il parroco ha portato anche un messaggio alla famiglia dell’arcivescovo Gian Carlo Perego. Poi, prima dell’ultimo viaggio verso il cimitero di Cologna, gli amici di Cinzia hanno portato ciascuno un fiore bianco messo sulla bara della 34enne. Proprio davanti agli occhi in lacrime di papà Roberto. —

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