Atika, Adriana e Marcello

Il fondo del direttore della Nuova Ferrara

Il codice rosso che impone di velocizzare indagini e provvedimenti contro le violenze di genere era in pubblicazione, quel cruciale 3 agosto - già legge, ma non ancora operativo. Una settimana ancora, il venerdì successivo, la denuncia contro M’hamed Chamekh avrebbe avuto una corsia preferenziale, questa storia un altro finale. Considerazioni amare, a margine di una tragedia brutale intrisa d’alcol e farneticazioni da affidare agli psichiatri o a un esorcista. Il giornalista si domanda piuttosto se l’assassino poteva essere fermato. La risposta fa male: poteva, e dunque (col senno di poi) doveva. Poteva fermarlo quel divieto di avvicinamento che gli è stato notificato soltanto l’altra sera, in carcere, ad omicidio compiuto, Atika Gharib un corpo martoriato dal fuoco. Avrebbe potuto fermarlo, fosse stato emesso rapidamente.

Agli inizi di agosto le cronache si concentrano sullo sprint per dissequestrare lo stadio Paolo Mazza, ma tra le decine di fascicoli aperti sul tavolo della procura c’è anche il caso di questa donna che dice basta alle violenze: in passato ha sopportato e perdonato, ma quando il compagno ha alzato le mani anche su sua figlia è stata irremovibile, l’ha cacciato di casa e ha chiamato i carabinieri. La denuncia viene formalizzata il giorno 3, l’ordinanza che vieta a Chamekh di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla adolescente solo il 9 e trasmessa alle forze dell’ordine l’indomani. Una settimana dopo, una settimana fatale. Sappiamo che l’uomo in quei giorni si ripresenta in casa, e con un coltello; viene portato in questura e presto rilasciato perché sul suo conto risulta nulla. Fosse stato già in vigore il divieto di avvicinamento, lo avrebbero dovuto arrestare. Atika Gharib sarebbe ancora viva?


Atika è un bel nome, ma mai avremmo voluto conoscerlo. Né leggere di Adriana Signorelli e del suo calvario di diciotto anni di botte e richieste di aiuto, denunce evidentemente inutili. Né scrivere di Marcello Cenci. E nessun altro a venire.