Uno “sport” chiamato emergenza pediatrica Specializzandi in gara

C’è anche la Scuola di specializzazione in pediatria dell’Università di Ferrara tra le 40 concorrenti (34 italiane e 6 straniere) delle Olimpiadi dell’emergenza pediatrica che si terranno da oggi a sabato all’Istituto Vittorio Veneto Salvemini di Latina.

Durante la quattro giorni “olimpica” le squadre si sfideranno nella risoluzione di casi dell’emergenza e urgenza pediatrica creati ad hoc per ottenere da tutti i partecipanti l’apprendimento dei corretti comportamenti diagnostici e terapeutici da attuare nella gestione dell’emergenza secondo le più moderne linee guida internazionali.


Durante le simulazioni non mancheranno “colpi di scena e sorprese” per rendere ancora più complicato il quadro.

Gli specializzandi opereranno su manichini ad alta tecnologia Laerdal, veri e propri robot all’avanguardia, collegati tramite sensori a un computer, che fornirà, di volta in volta, i parametri vitali del “bambino” e mostrerà l’evolversi della situazione. Le otto migliori squadre accederanno alle semifinali e alla finale, in programma per il 14 settembre. E proprio tra questi team verranno selezionati, durante l’anno, gli otto specializzandi che rappresenteranno l’Italia ai Giochi mondiali di Città del Messico.

L’evento è organizzato dall’Università La Sapianza di Roma in collaborazione con le società scientifiche Simeup, Sip, Aha, Onsp e il Collegio dei direttori delle scuole di pediatria con l’obiettivo di “imparare giocando” e contribuire a diffondere, come spiega il fondatore, il professor Riccardo Lubrano, «un metodo omogeneo di approccio, valutazione, diagnosi e terapia tra gli specializzandi». —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI