Incendio nella notte: «Ho aperto la finestra e ho visto le fiamme»

Luciana, madre di Gabriella Botti, davanti al capannone bruciato

Rogo nel capannone degli attrezzi agricoli dei fratelli Botti. Salvati i mezzi di lavoro, il fuoco domato dai pompieri

MIRABELLO. È stata svegliata nel cuore della notte da alcuni «strani rumori», ha aperto la finestra, ha visto le fiamme e ha dato l’allarme. Se non fosse stato per Gabriella Botti, figlia di Rino e Lucia, il bilancio dell’incendio divampato ieri notte nel capannone di via Giovecca a Mirabello, sarebbe certo più amaro. E invece, per fortuna, tutto si è risolto con qualche piccola bruciatura, anche grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco giunti prontamente sul posto pochi minuti dopo la richiesta di intervento.

L’incendio

«Erano più o meno le 3.30 del mattino quando ho sentito come degli scoppiettii provenire da fuori. Ho aperto la finestra per ascoltare meglio e ho sentito subito odore di bruciato poi - racconta la donna - quando ho alzato la tapparella ho visto le fiamme». Gabriella ha svegliato immediatamente i genitori e con loro si è precipitata sul retro dell’abitazione dove si trova il capannone. Al suo interno attrezzi agricoli per la campagna, un trattore, un furgone e un’auto.

«Col calore il portone si era imbarcato ma forzandolo - dice - siamo riusciti ad aprirlo e a tirare fuori i mezzi prima che se li prendesse il fuoco». Nello sforzo, Arrigo Botti, lo zio di Gabriella, si è fatto male a una gamba ed è stato portato al pronto soccorso di Cento per controlli; niente di grave, solo uno strappo. Le squadre dei vigili del fuoco, una da Ferrara e una da Cento, hanno in breve domato le fiamme. Intorno alle 5 del mattino era tutto finito. Sul posto, oltre a pompieri e 118, anche i carabinieri di Cento.

Passata la paura

All’origine del rogo, probabilmente, un cortocircuito. «Per fortuna ce ne siamo accorti in fretta, così - sospira la donna -, siamo riusciti ad intervenire. Anche i vicini di casa, svegliati dal trambusto, sono accorsi per aiutarci; sono stati gentili». Ieri mattina poi, passata la paura, tutta la famiglia si è messa al lavoro per sistemare gli attrezzi e dare una bella pulita al capannone annerito dalle fiamme. —

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