Bullismo tra minori. «Mio nipote ha sbagliato ma è anch’egli vittima». L’ipotesi del nonno: pagato per appartarsi

Cattive compagnie e problemi in famiglia terreno degli abusi. Il video sarebbe stato un’idea della vittima e dell’amico che filmò 

Dietro all’ingresso in una brutta compagnia si cela spesso un disagio represso o quantomeno nascosto. È nelle cattive frequentazioni che, specie i giovani e i giovanissimi, cercano un’occasione di riscatto, di rivalsa sociale. Cercano un gruppo, anzi, un branco, per sentirsi forti e primeggiare. Più il soggetto è debole, più è facile che cada nella trappola.

Se si scava nelle vite di ragazzi divenuti bulli, o pseudotali, non è difficile trovare situazioni familiari disagiate, relazioni complicate, rapporti interrotti, dialoghi inesistenti, incomprensioni costanti e problemi economici. La lista è lunga, la rete complessa.



La vicenda

Il triste episodio che da circa una settimana ha messo in subbuglio famiglie, comunità e amministrazioni ferraresi, potrebbe affondare le sue radici proprio in questi contesti, in queste dinamiche. Le voci sul presunto, e se confermato gravissimo, atto di bullismo avvenuto nei giorni scorsi nel parcheggio di un cimitero di paese si accavallano: un 14enne avrebbe minacciato e usato violenza nei confronti di un ragazzino più piccolo mentre un terzo, nascosto, riprendeva tutto col telefono. Sulla vicenda indagano i carabinieri e anche gli assistenti sociali si stanno occupando del fatto. L’aria che si respira è pesante.

La testimonianza

Il nonno del ragazzo che avrebbe bullizzato il più piccolo, però, non ci sta. «Mio nipote - dice alla Nuova - è uno sciocco, uno che non comprende il peso delle cose e, forse, solo adesso si sta rendendo conto di quanto accaduto. Si è comportato male, non ci sono scuse per quello che ha fatto ma non è un criminale. Non è un bullo».

L’uomo parla prima con foga e poi più lentamente. Dice di essersi messo le mani nei capelli dopo aver saputo della presunta violenza, del video e di tutto il resto. «Non lo voglio difendere perché una cosa così è indifendibile però non voglio neanche che venga massacrato, che si prenda tutta la colpa perché, anche lui, è una vittima», dice il nonno. La sua ipotesi, del tutto personale e che per ora non è supportata da atti ufficiali, è che il 14enne sia stato abbindolato dal più piccolo e dall’altro, quello che filmava.

Secondo quanto riportato dall’uomo, infatti, sarebbe stato lo stesso ragazzino ad invitare il nipote ad appartarsi con lui in cambio di denaro. «E mio nipote, da stupido, ha accettato. Lui però non ha minacciato nessuno e nemmeno aveva un coltello con sé. Inoltre - prosegue il nonno - non era sua l’idea del filmato, anzi, lui non ne sapeva nulla. Lui ha fatto quello che ha fatto in cambio di una ipotetica ricompensa». E il video? Secondo ciò che sostiene il parente, il ragazzo che filmava, in accordo con il giovanissimo, avrebbe dovuto farlo girare online. Forse venderlo. Se così fosse, il quadro sarebbe ancora più drammatico e aprirebbe ad altre domande: venduto a chi? Piazzato dove? Sono tutti quesiti a cui gli inquirenti dovranno cercare di dare risposta. «In questa storia - conclude il nonno - ci sono di mezzo delle famiglie, delle persone, che già hanno vissuto e stanno vivendo momenti complicati. Io sono qui per dire che mio nipote ha gravemente sbagliato ma non vorrei che tutto questo rovinasse la sua vita e quella di chi gli sta vicino». —