Intese e alleanze per le regionali

Si addensa la questione delle alleanze, sulla strada che conduce alle Regionali. In settimana il governatore Bonaccini dovrebbe decidere la data della chiamata alle urne: forse già a fine novembre, domenica 24. L’idea di rinviare all’anno nuovo, a lungo raccontata come esigenza per affrontare con serenità e profitto i passaggi di bilancio, potrebbe svaporare di fronte all’opportunità, fiutata dalla maggioranza, di cogliere il momento di difficoltà della Lega. Ciascuno fa i suoi conti, i partiti si posizionano.

La prima indicazione ufficiale è arrivata da Milano, dal pranzo di venerdì a casa Berlusconi che ha ricucito il centrodestra, allineandolo sul fronte dell’opposizione dura e di piazza al Conte bis: l’alleanza per l’Emilia non è in discussione, le ipotesi alternative di forzatura che pure sono circolate vanno contabilizzate alla voce pretattica. Nomi non ne sono stati fatti, ma la candidatura Borgonzoni che la Lega ha già presentato è blindata.


Nella coalizione a guida Pd si dà per acquisita la conferma dell’ala sinistra, rimasta in giunta nonostante l’addio ai Dem di Errani e Bersani da cui è nato Articolo 1. L’attenzione è piuttosto puntata sull’esito dello strappo annunciato di Renzi, dead line 18-20 ottobre alla Leopolda e tappa ferrarese lunedì prossimo con Boschi, Rosato e Marattin. Soprattutto tiene banco il tema dell’intesa elettorale con i Cinque Stelle, vero jolly del patto di governo.

Nel Movimento la parola alleanza è tabù. Ma l’invito pubblico di Franceschini e Zingaretti, qui rilanciato da Bonaccini, ha riscosso una chiusura argomentata con troppe parole per poter dire che sia definitiva. Alleanze non sono all’ordine del giorno, oggi, forse. Ma desistenze, piene o mascherate? In Emilia i Cinque Stelle appaiono in ritardo con la selezione di squadra e candidato; può accadere che ripieghino su una scelta particolarmente debole o magari sbilanciata a destra? Staremo a vedere.

Buona domenica.