Copparo, picchia la moglie e terrorizza la figlia: arrestato

Il carcere di Ferrara in via Arginone

I carabinieri rispondono alla richiesta di soccorso di una donna: la trovano livida e sanguinante chiusa in bagno con la bimba

COPPARO. Ancora un caso di violenza di genere a Copparo. Il secondo in un paio di giorni, a distanza di tre settimane dall’omicidio di Cinzia Fusi commesso dal proprio compagno.

Lo scorso sabato mattina alla Centrale Operativa sul numero di Pronto Intervento “112” della Compagnia Carabinieri di Copparo è giunta una telefonata con richiesta di aiuto da parte di una donna, la quale ha riferito di essere stata percossa dal proprio marito e di essersi chiusa a chiave nella toilette unitamente alla figlia minore. Immediatamente scatta l’allarme e la pattuglia più vicina, quella della Stazione di Ambrogio, viene inviata sul posto. Dopo poco i militari giungono nei pressi dell’abitazione e già dalla strada sentono le urla di aiuto della donna.

I carabinieri individuano l’appartamento, bussano alla porta e, una volta dentro, si trovano davanti un uomo, A.E. le iniziali delle sue generalità, marito convivente della donna, 31enne residente a Copparo. Lo stesso, visibilmente agitato, riferisce di aver appena litigato con la moglie. I carabinieri bussano quindi alla porta del bagno. A fatica la donna aprirà la porta, visibilmente impaurita: alla vista degli uomini in divisa scoppia in un pianto liberatorio, è la fine di un incubo.

La ragazza, 25nne, si presenta con vistosi lividi alle braccia e una ferita sanguinante alla bocca, segni di un'aggressione recentissima. Assieme alla mamma una bambina minore, anche lei sotto shock. I segni di violenza ci sono pure sulla porta del bagno.

Marito e moglie vengono immediatamente separati: lui accompagnato in caserma per gli accertamenti del caso, lei accompagnata all'ospedale Sant'Anna di Cona per le cure mediche e qui le verrà certificata una prognosi di 7 giorni salvo complicazioni.

La scena commuovente e toccante per i carabinieri è quella di ricevere un tenero ringraziamento per la loro presenza proprio dalla figlia minore della coppia. La bambina, infatti, alla vista dei carabinieri in uniforme, sorride e, come fatto in precedenza dalla mamma, li abbraccia. La sua spontaneità consiste poi nel raccontare che il suo papà è stato violento con la mamma, ma che era stato più cattivo il giorno prima, segno tangibile che le violenze sono ripetute, come verrà poi appurato in sede di ricezione di denuncia da parte della persona offesa. Sarà proprio lei a denunciare ripetute percosse e minacce da quel ragazzo che ha sposato 7 anni fa, violenze per futili motivi, dirà in denuncia.

L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato accompagnato in carcere a Ferrara, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

I carabinieri rinnovano sempre l’invito a denunciare immediatamente le violenze subite.