Voli troppo costosi, espositori in fuga: il Balloons non si alza più

La rassegna chiude tra le polemiche di spettatori e standisti: critiche all’organizzazione per le aspettative deluse

FERRARA. Stand in fuga, malcontento fra i commercianti, soprattutto agli stand alimentari, rinunce ai «troppo costosi» voli liberi da parte di molti, e qualche lamentela perché «non si può pagare anche l’ingresso al parco». Chiude tra le polemiche l’edizione 2019 del Balloons Festival e nonostante le presenze anche ieri all’ultima giornata, con tante code per i gettonati voli vincolati, a qualcuno ha comunque lasciato un po’ l’amaro in bocca.

Tante lamentele


Allo stand “da Stè”, per esempio, dove Tita Cicala lamentava soprattutto «gli alti costi per poter partecipare e le limitazioni che ci hanno imposto. Ho potuto fare solo fritti – spiegava – e non ho potuto fare panini e mettere tavoli e sedie per i clienti perché ci è stato detto che per questo c’erano già i ristoranti: siamo in perdita, specie noi commercianti alimentari; uno che vendeva piadine è scappato dopo due giorni e voleva indietro i suoi soldi, un birrificio invece è andato via dopo tre giorni. Così siamo costretti ad alzare i prezzi per rientrare nei costi – diceva rammaricata – e tutto ricade sui consumatori». Quindi la critica a Filippo Parisini (presidente di Ferrara Fiere): «Gli faccio presente – chiudeva Cicala – che sta facendo morire la manifestazione, tanti l’anno prossimo non verranno più».

Aspettative deluse

La conferma, arriva da Marina Ambrosino che dal suo stand di fritti e dolci tipici fa sapere che questo è stato il suo primo e ultimo anno alla manifestazione: «Rispetto quello che ci avevano prospettato non è andato come ci aspettavamo e l’introito non copre le spese». Colpa forse del «calo dei movimenti di mongolfiere» dicono alle biglietterie, e dei voli liberi impossibili nei giorni di pioggia ma anche del caldo; anche ieri infatti dagli altoparlanti si faceva sapere che oltre questo anche «il troppo poco vento non permetteva alle mongolfiere di volare». Ma la scelta di rimanere a terra è data anche dai costi: «mi sarebbe piaciuto fare un giro ma è troppo caro (oltre 100 euro a persona) – faceva notare ieri una signora – e anche l’ingresso gratuito sarebbe meglio». «Anche perché poi dentro si paga tutto», rincaravano altri. –

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