Pullman troppo pieni, studenti lasciati a piedi.Verifiche sui trasporti

Le proteste dei genitori perché i figli sono poi costretti ad arrivare a casa in ritardo. L’Ami: i primi giorni di scuola servono a capire l’utenza 

FERRARA. «Mia figlia e una sua amica non sono riuscite a salire sul pullman che porta da Ferrara a Ro, perché era troppo pieno e l’autista ha detto loro di stare a terra e di aspettare la corsa successiva con l’altro pullman arrivato quindi un’ora dopo. In pratica sono state lasciate a piedi e dire che pago un abbonamento annuo di 380 euro, pretendo un servizio migliore».

È l’amaro sfogo di una mamma, uno dei tanti che sono arrivati ieri per sottolineare come il trasporto pubblico non è ancora ben tarato per coniugare le esigenze degli studenti. Con l’inizio dell’anno scolastico infatti l’utenza è aumentata a dismisura e sono numerosi gli studenti, soprattutto quelli che abitano nelle frazioni o nei comuni limitrofi, che non riescono a rincasare nei tempi preventivati perché i viaggiatori sono superiori all’offerta dei posti disponibili sui mezzi pubblici.


In questi giorni di inizio lezioni, soprattutto alla stazione ferroviaria o in viale Alfonso d’Este in prossimità di piazzale Medaglia d’Oro si assiste ad un vero assalto alla diligenza con gli studenti che cercano di salire in pullman, ma non sempre c’è posto. Così bisogna attendere la corsa successiva che in alcuni casi arriva anche dopo un’ora.

Come tutti gli anni, fanno sapere dagli uffici dell’Ami, l’agenzia per la mobilità, i primi giorni di inizio anno scolastico servono per capire i flussi e l’utenza, in considerazione anche che alcune scuole praticano ancora in questi giorni l’orario provvisorio. Vengono registrate le varie disfunzioni e i disservizi per poi porre rimedio con corse aggiuntive.

Questi primi giorni sono poi importanti per capire anche il peso dell’utenza e di conseguenza poi verranno aggiunte o diminuite corse a seconda delle richieste e delle necessità. Intanto sarebbe bene provvedere subito ai rimedi per evitare di lasciare a piedi i ragazzi. —

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