Profughi, via alla nuova gara ma l’appalto è tutto in salita

La prefettura deve rinnovare i contratti delle associazioni con contributi all’osso  Si cercano un migliaio di posti, il bando da lunedì. Intanto scatta un’altra proroga

FERRARA. Dopo l’esplorazione del mercato, la gara. Lunedì la prefettura dovrebbe dare l’avvio alla nuova procedura negoziata per la gestione dei servizi di accoglienza per i profughi. Un percorso che si annuncia tutto in salita a causa del taglio dei fondi deciso per questo capitolo di spesa dal governo giallo-verde. I 18 euro a testa fissati per l’assistenza giornaliera ai profughi, che hanno più o meno dimezzato la quota pro-capite stanziata prima del decreto-sicurezza, hanno scoraggiato molte associazioni e rispondere oggi alla domanda di posti quantificata per Ferrara e provincia (mille unità circa tra profughi e richiedenti asilo) appare più che un obiettivo concreto una scommessa.

I Tavoli di confronto. Per questo motivo nei giorni scorsi la prefettura ha incontrato le associazioni che operano nel settore per verificare la sussistenza di manifestazioni di interesse. Che, sia pur timide, non sono mancate: da qui la conferma, da parte della prefettura, della volontà di lanciare la nuova gara per la ricerca di siti e gestori.


La procedura potrebbe essere prolungata oltre il mese per poter raccogliere il numero di adesioni più alto possibile, ma a Palazzo Giulio D’Este sono consapevoli che l’esito potrebbe non corrispondere alle speranze. Che non ci siano garanzie di poter aprire per tutti i profughi un capitolo nuovo nell’accoglienza si può desumere anche da un altro fatto.

In queste settimane, in vista della scadenza dei contratti in corso che hanno già registrato una duplice riduzione dei contributi pro-capite disponibili (prima a 27.50 euro al giorno, poi attorno ai 26) è stato aperto un tavolo di confronto tra istituzioni e associazioni: queste ultime, di fronte alla prospettiva di un altro sfalcio alle sovvenzioni di circa 2 euro pro-capite, hanno chiesto si limitare la riduzione già annunciata. Il tavolo è ancora aperto, dicono all’Asp di Ferrara, l’ente incaricato di fungere da raccordo fra la prefettura e i sodalizi interessati. La scadenza del 30 settembre è vicina e, in attesa dell’espletamento del nuovo bando, si profila una proroga degli appalti in corso fino a gennaio 2020, ma con contributi ridotti. La “trattativa” dovrebbe scongiurare una possibile rinuncia a proseguire con l’attività da parte di associazioni preoccupate per il progressivo calo di risorse, con costi difficili da comprimere.

Fabbri chiama il prefetto. Le difficoltà emerse nella gestione del collocamento delle persone potrebbero favorire la scelta di raggruppare profughi e richiedenti asilo in siti con una maggiore capacità di accoglienza. In pratica più migranti in ogni futuro centro gestito: un orientamento che limita l’esigenza di reperire nuovi gestori e i costi generali, ma che può innescare la reazione delle comunità locali. Come sta avvenendo in questi giorni a Ravalle, dove si prospetta l’arrivo di una trentina di profughi. Il grido di allarme è stato colto dal sindaco Alan Fabbri: «Ho chiesto al prefetto un incontro per verificare la situazione dopo le preoccupazioni espresse dai cittadini». —

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