Ferrara, tre mesi di Fabbri, il Pd sferza: «Stipendi su, spaccio stabile»

Il capogruppo Modonesi: macchina comunale da ridurre? C’è tanta competenza «E vedremo se taglieranno le poltrone nelle partecipate come faceva Tagliani»

FERRARA. I primi tre mesi di giunta Fabbri? «Molte conferme delle scelte fatte e finanziate dall’amministrazione Tagliani, e qualche brutto segnale». È il giudizio che Aldo Modonesi, capogruppo dem in consiglio comunale, stampa sul primo bilancio del sindaco, riportato ieri sulla Nuova, che arricchisce la sua “bocciatura” delle linee di mandato formalizzate in Consiglio comunale. Ecco il suo contro-bilancio.


Macchina comunale. Fabbri non è soddisfatto della macchina comunale e vuole sfoltire dirigenti e dipendenti? «Scelta legittima da parte di un sindaco appena eletto, personalmente - ragiona l’ex assessore - ho conosciuto una macchina comunale fatta di persone piene di competenza, professionalità e autonomia. Vedremo presto cosa c’è dietro i criteri di riorganizzazione, anche se lo spacchettamento delle deleghe (turismo dalla cultura, mobilità dalle infrastrutture, attività produttive dal commercio) dà qualche indicazione». E l’ex assessore è curioso di «vedere se Fabbri proseguirà nella riduzione delle poltrone nelle aziende partecipate, voluta da Tagliani».



Panchine & parchi. «Ho letto che il sindaco avrebbe prima tolto le panchine e poi lo avrebbe comunicato. Non mi sembra - è l’affondo di Modonesi - un modo di fare limpido. Di sicuro, se c’è un progetto dietro questi smantellamenti, è costruito giorno per giorno. Né si capisce cosa dovrebbero farci le scuole con le panchine eventualmente donate loro. Resta il fatto che ammettono di non combattere lo spaccio, quello è ancora lì, basta farsi un giro al Grattacielo, in piazzetta Toti e alle Poste per rendersene conto».

Eventi e bilancio. Modonesi prende atto della conferma dei vari Buskers, Internazionale, «è la conferma della elevata qualità della programmazione precedente. Fabbri ha organizzato nuovi eventi? Vedremo con quali risorse, visto che si sta avvicinando la vera prova del nove per qualsiasi amministrazione, cioè il bilancio preventivo. Lì si capirà - insiste il capogruppo dem - come Fabbri intende tenere fede a impegni che ha ribadito sulla Nuova, cioè i tagli a passi carrai, imposta pubblicità e Imu agricola».

Punture. Il capogruppo Pd si è poi convinto ancor delle “punture” contenute nella sua relazione in consiglio, ad esempio sulle retromarce su azioni Hera e calotte, lo «sgombero ma non troppo del campo nomadi», le minacce web dello staff.

Il peggio. Il voto peggiore, Modonesi lo riserva «all’aumento degli stipendi da parte di sindaco e giunta (e adesso vedremo cosa succederà con il presidente del Consiglio). Un segnale così, in questa fase di sobrietà obbligata negli enti pubblici, era evitabile». —


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