Moser alla testa del cicloraduno di Mezzogoro: «Bici, vino e cibo da sempre nella mia vita»

Francesco Moser

Il recordman di vittorie su strada arriva per i festeggiamenti del gruppo ciclistico locale inseriti nell’ambito del “Festival della Natura” 

MEZZOGORO. Il suo record è ancora oggi imbattuto, distanziando, con ben 273 vittorie su strada (tre successi consecutivi alla Parigi-Roubaix, una Milano-Sanremo, due giri di Lombardia, due campionati del mondo, ma anche l’incontrastato record dell’ora a Città del Messico del 1984), il rivale di sempre Beppe Saronni, che ne ha inanellate 193, e Mario Cipollini, fermo a quota 189. Lui è la leggenda vivente del ciclismo italiano, Francesco Moser, in dirittura d’arrivo sabato a Mezzogoro, per partecipare, il giorno successivo, al Cicloraduno del prosecco.

«Sono in bici, mi chiami tra quaranta minuti». Risposta telegrafica al primo tentativo, alle 19.20, d’intervistare telefonicamente lo Sceriffo, come notoriamente era chiamato ai tempi in cui correva e vinceva. Dall’altra parte del telefono ci s’immagina un Moser che, a dispetto dei 68 anni suonati, all’imbrunire, continua a macinare chilometri in sella alla bicicletta. Dopo diversi tentativi a vuoto, finalmente la voce squillante del grande campione, che con una battuta sdrammatizza tensione e attesa accumulate per giorni.


Moser, lei parteciperà al Cicloraduno del prosecco organizzato dal gruppo ciclistico Mezzogoro, un evento che vuole rimarcare il connubio tra le eccellenze del territorio - vino, gastronomia, paesaggi - promuovendo i valori dello sport: come vive questa realtà?

«Partecipo spesso a cicloraduni, ormai dappertutto si collega il buon mangiare e il buon bere al territorio. Ora sono in Basilicata e da qui mi sposterò a Napoli, la scorsa settimana ero in Calabria... Ma lì nella vostra zona non fate mica il prosecco: quale vino si produce?».

Per una frazione di secondo s’invertono i ruoli e l’illustre intervistato diventa intervistatore, ma glielo concediamo, pensando alla carriera inarrivabile di un campione d’altri tempi qual è. La risposta ottenuta dal campionissimo ha suscitato un tale interesse da suggerire l’assist a Mauro Borgiani, presidente del gruppo ciclistico Mezzogoro, di lanciare un connubio tra il prosecco, leit motiv del cicloraduno, e i vini delle sabbie locali.

Ma ci dica, Moser, lei seguirà in bici il cicloraduno, che fa parte dell’importante rassegna dedicata al turismo ambientale “Festival della Natura”, organizzata dai tre Comuni di Codigoro, Goro e Mesola, che attraverserà su due ruote?

«Sì, io guiderò il gruppo in bici, ma ci tengo a precisare che sarà una pedalata in compagnia. Non dobbiamo mica fare le corse, eh, siamo pensionati ormai. Correre è un’altra cosa. Io ho cominciato tardi a correre, avevo già 18 anni, e fino a 19 anni mi sono occupato dell’azienda agricola di famiglia. Ho sempre guardato con un occhio di riguardo la campagna. Ora giro parecchio, ma quando sono a casa, vado con il trattore e vedo se lavorano bene. Abito proprio lì, dove abbiamo la vigna».

Mentre snocciola ricordi di gioventù in mezzo agli impegni che lo occupano attualmente, Moser lascia trasparire con forza il legame viscerale con la sua terra, con quella campagna, tra i crinali montuosi del Trentino, dove sorgono filari di vigneti, che accudisce amorevolmente come se fossero creature, componenti della sua famiglia.

Quali progetti ha in cantiere per il futuro? Ci sarà l’occasione di tornare sul territorio per sviluppare altre iniziative, che uniscono vino, cibo, ambiente?

«Sì, seguo con interesse eventi come il vostro cicloraduno e, se ci saranno le condizioni, tornerò volentieri. Ma possiamo parlare di vino e di eccellenze del territorio anche alla cena a cui parteciperò sabato a Mezzogoro. E poi, vado ancora in bici: ai primi di ottobre parteciperò con amici a una crociera in bici, ma intanto pensiamo ai vostri vini delle sabbie: li valuterò lì, perché non li conosco». —

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