Nomadi nelle case popolari, interviene la Giunta: "Tutto secondo le regole"

Gli assessori del Comune di Ferrara Lodi e Coletti. "Se non pagheranno affitto e utenze saranno sfrattati". E annunciano una segnalazione alla procura per le spese sostenute dalla precedente amministrazione per il campo di via Bonifiche

FERRARA - Tre nuclei familiari che abitavano nel campo nomadi di via delle Bonifiche, che doveva essere chiuso già il 30 luglio scorso, saranno collocati in tre diversi alloggi popolari in città, rispettando il preciso regolamento delle assegnazioni previste in casi di emergenza e di fragilità dei componenti della famiglia stessa: «Questa collocazione dei nuclei familiari - sottolinea l’assessore ai servizi sociali Cristina Coletti - segue un percorso senza creare corsie preferenziali», ossia nessuna di queste famiglie supererà quelle già in graduatoria, poiché si tratta di situazioni abitative assegnate a parte. «Voglio chiarire questo passaggio - spiega - per evitare strumentalizzazioni».

Gli alloggi in questione che saranno assegnati alle tre famiglie che lasceranno il campo nomadi, non seguono la graduatoria pubblica, poiché fanno parte di quella piccola porzione dell’intero patrimonio di case pubbliche che il Comune può assegnare in situazione di disagio o altro: «Abbiamo rispettato un preciso il regolamento a seguito della valutazione dei servizi e questa assegnazione sarà provvisoria, solo per 2 anni». Il Comune può utilizzare - ha spiegato lo stesso assessore con al fianco il vicesindaco Nicola Lodi, questi alloggi Erp e nel caso in questione non si tratta di una decisione straordinaria visto che da anni vi sono diverse altre collocazioni d’emergenza: per famiglie, donne su richiesta del Centro donne e giustizia e ultimo ma non ultimo, le collocazioni delle famiglie sinti in seguito all’ordinanza del sindaco Fabbri che, ricorda il vicenda sindaco «era contingentabile e urgente nella direzione della chiusura del campo».

Il patrimonio Erp è di 3.359 alloggi - hanno spiegato i due assessori - e di questi ne sono stati assegnati 88 in situazioni di emergenza e disagio «un numero ben inferiore al 3% del regolamento che è di 101 unità abitative». Ma questa decisione non può essere vista come un escamotage: la soluzione adottata arriva dopo altre che non sono state ritenute percorribili (accoglienza da associazioni), visto che l’emergenza è stata innescata dalla decisione dello sgombero del campo nomadi: «È offensivo parlare di escamotage, ribadisco che non si è creata nessuna corsia preferenziale ma è stato rispettato il regolamento», ha risposto diretta l’assessore Coletti. Mentre il vicesindaco ha spiegato che questa situazione è stata creata dalle precedenti amministrazioni: «E’ assurdo che il Pd non abbia mai spiegato cosa ha fatato e non fatto in questi ultimi 30 anni; noi lo stiamo facendo e non abbiamo rubato alloggi a nessuno: qui siamo di fronte a famiglie che necessitano di maggiore attenzione con minori e con disabili».

Ma se il Pd non ha mai spiegato nulla, ora potrebbe essere costretto a farlo: visto che lo stesso vicesindaco Lodi ha formalizzato all’incontro stampa in Comune che «invieremo una segnalazione alla procura della Corte de Conti in merito alla non applicazione del regolamento per la gestione del campo». La nuova giunta Fabbri chiede che vengano fatti i conti dai magistrati contabili sulla spesa della gestione del campo che secondo il vicesindaco ha causato danni alle casse comunali per 1 milione di euro, perché i canoni d’affitto per l’ospitalità giornaliera non è mai stata richiesta ai residenti del campo. Il Comune chiede di «verificare la sussistenza di eventuali danni erariali per i precedenti mancati versamenti e per il ritardo in cui la delibera (per i pagamenti arretrati, e solo nel 2018) è stata formulata».

Ma visto che le famiglie del Campo nomadi sono morose di centinaia di miglia di euro, ora che vengono assegnati loro alloggi pubblici con affitti regolari e mensili, non è prevedibile che non riescano a pagarli, innescando un ulteriore danno pubblico. «Ripeto - sottolinea il vicesindaco Lodi il danno pubblico l’ha creato chi ci ha preceduti. Noi ci assumiamo le nostre responsabilità sui nuclei familiari (tre quelli collocati in alloggi Erp, ndr) e da qui a 6 mesi ci rivedremo per fare il punto. E se non dovessero pagare l’affitto?Come accade per qualsiasi cittadino ferrarese, quali loro stessi sono, verranno sfrattati».