La rabbia degli Azzerati Carife: «Avete un debito con Ferrara»

Fischietti, campanelle e grida rivolti a esponenti del neo partito di Renzi. Sit in e cartelli in strada: «Quattro anni, quattro governi, ma zero indennizzi: vergogna»

Boschi e Marattin a Ferrara, la protesta degli azzerati Carife

FERRARA. Erano ancora le cinque quando fischietti e campanelle hanno cominciato a suonare, ieri in Porta Reno, anticipando di una buona mezz'ora l'inizio del sit-in di protesta che i risparmiatori azzerati di Carife avevano organizzato per 'accogliere' gli esponenti del nuovo partito di Matteo Renzi, 'Italia Viva'.

I primi cartelli hanno cominciato ad alzarsi: “4 anni, 4 governi, 0 indennizzi, vergogna", "nessun futuro a chi ha cancellato il nostro", "svegliate i conti dormienti e aumentate il Fir", "avete un enorme debito con Ferrara". E i primi «vergogna» sono stati gridati a gran voce, tanto che qualcuno si è raccomandato di «tenere il fiato per quando arrivano». E non si sono più contati i «venite fuori» quando si è sparsa la voce che Luigi Marattin, Maria Elena Boschi e Ettore Rosato erano ormai entrati a palazzo della Racchetta: «avete paura - hanno gridato gli azzerati - vi siete già rintanati, avete voluto venire qua a Ferrara, non ve ne andrete finché non riavremo i nostri risparmi».

E dopo un po' di ironia sui nomi, da Italia Viva «altro che Italia Viva, con il vostro partito avete ucciso Ferrara quattro anni fa», «Italia Viva? Ci vuole una scienza per trovare un nome così», alla Boschi, «occhio, perché i boschi stanno subendo una metamorfosi e li stanno bruciando», i risparmiatori sono tornati alle rivendicazioni di sempre. Ai rimborsi totali: «perché il 30% è solo un acconto e vi tireremo anche il 70%», alle richieste di semplificazione per gli indennizzi, alle proroghe sui tempi per le domanda. «Il portale è ancora malfunzionante - sottolineava Katia Furegatti - e ciò che è ancora più critico è che non è disponibile la certificazione sostitutiva della documentazione che attesti possesso e acquisto delle azioni: così non riusciamo a completare le richieste. Non c'è stata la semplificazione richiesta». Replica il consigliere regionale Pd, Paolo Calvano che dalla Regione sollecita il Governo per «garantire massima assistenza alle famiglie per le richieste e semplificare le procedure, assicurando una proroga ai 180 giorni per ora previsti». —

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