Sostenere la ricerca dell’università. Al via la piattaforma di crowdfunding

On line il primo progetto per individuare terapie per l’atassia. Poi su acqua ed edilizia. Unife: siamo tra i primi in Italia

FERRARA. Medicina, ambiente ed economia. Unife si rivolge ai cittadini, non solo ferraresi, per chiedere il sostegno finanziario di tre progetti di ricerca sull’atassia, sulla depurazione delle acque e sui materiali per l’edilizia. La piattaforma digitale, predisposta da Dinamica Media, è già operativa all’indirizzo https://crowdfunding.unifeel.it/. Sul sito si forniscono informazioni su questa forma di finanziamento, sui progetti proposti, sui possibili vantaggi dell’operazione anche per i sostenitori delle iniziative e sulle modalità di pagamento: carta di credito, bonifico, sponsorizzazione, acquisto di prodotti con marchio #unifenomenale all’Unife Store. «Siamo una delle tre università italiane, con Cà Foscari e Milano Bicocca - ha rivendicato il prorettore Enrico Deidda Gagliardo - che hanno sviluppato questo canale di finanziamento».

Cosa c’è sul sito. Il primo progetto ha iniziato a raccogliere già ieri i primi fondi. Riguarda una malattia rara neurodegenerativa, l’atassia spinocerebellare di tipo 2, che si manifesta attorno ai 30 anni e colpisce circa 3 persone su 100mila producendo disturbi del linguaggio, difficoltà di deambulazione, problemi cardiaci e morte entro i 20 anni dall’insorgenza. La campagna si concluderà tra 97 giorni, entro quella scadenza si faranno i conti: quanto sarà incassato potrebbe finanziare fino a quattro step del progetto, i cui costi variano da 5mila a 20mila euro. L’attività del gruppo di ricerca, riunito nel Laboratorio di Biochimica, Immunologia e Microbiologia diretto dalla professoressa Peggy Marconi, è stata illustrata ieri dalla ricercatrice Francesca Salvatori. Il team opera da almeno tre anni su un progetto relativo all’atassia spinocerebellare di tipo 1. «Partiamo da quanto abbiamo già appreso per avanzare nella conoscenza dei meccanismi e dei possibili trattamenti per l’atassia spinocerebellare di tipo 2», ha annunciato la dottoressa Salvatori. Meccanismi che ruotano attorno al fattore genetico e alla capacità di correggerne le disfunzioni.


Sulla piattaforma è già stato annunciato il secondo progetto (Chimica-Fisica) per il quale sarà richiesto il sostegno finanziario dei cittadini.

«L’obiettivo - ha spiegato il responsabile, prof. Donato Vincenzi - è di utilizzare un semiconduttore, il triossido di tungsteno, per depurare l’acqua per usi potabili da sostanze che attualmente non rientrano tra i parametri fissati dalla legge per il consumo, come farmaci o droghe (la loro presenza è stata accertata anche nell’acqua del Po, ndr)». Il sistema è già stato testato in laboratorio, il progetto punta a monitorarlo su larga scala e a configurarlo in modo da renderlo interessante in futuro per il mercato del settore. Il team ha già depositato un brevetto. Il terzo campo di ricerca che sarà ospitato da “Unifeel” proviene da Architettura. «Le prestazioni dei materiali edilizi, in particolare per l’efficientamento energetico, non sempre corrispondono alle attese - la presentazione della dottoressa Valentina Frighi, per il laboratorio di ricerca diretto dal prof. Roberto Di Giulio - puntiamo a creare un “configuratore” in grado di mappare in modo molto affidabile le prestazioni reali di materiali e componenti per l’edilizia».

Per chi dona sono previste “ricompense” proporzionate all’entità del contributo. «Ogni aiuto è benvenuto - la dichiarazione di Fulvio Fortezza, delegato al rafforzamento dell’immagine dell’ateneo - il crowdfunding mette proponente e supporter sullo stesso piano. È anche un modo nuovo di raccontare la ricerca». «Abbiamo selezionato i primi tre progetti presentati, tra dodici esaminati, con l’assistenza di esperti e in base al livello di avanzamento», ha precisato il prorettore per la ricerca, Andrea Conti. —

Gioele Caccia

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