Ferrara, con sacchi e bidoni per liberare la città dai rifiuti abbandonati

Studenti fuorisede e ferraresi uniti per l’ambiente «Agire invece di lamentarsi». Ma le adesioni sono in calo

FERRARA. Gli iscritti all’iniziativa erano davanti alle porte dell’Urban Center già alle 8.30, qualcuno si era recato direttamente in una delle 17 aree designate dagli stessi cittadini alla pulizia, e qualcun altro, arrivato più tardi, è stato indirizzato verso le zone più critiche; tutti i volontari sono stati dotati di pettorine, guanti, pinze, da alcuni abbandonate dopo pochissimo a favore delle mani, sacchi, bidoni e bidoncini, e in tutta la città ieri ha preso il via “Ferrara Mia”, la giornata dedicata alla tutela dell’ambiente.

La manifestazione, aperta all’Urban Center dall’assessore all’Istruzione Dorota Kusiak, si inserisce nell’ambito dell’edizione nazionale di “Puliamo il mondo” e ha fatto appello, per il terzo anno consecutivo, a singoli cittadini e associazioni desiderosi di contribuire alla pulizia della propria città, richiamando moltissime famiglie e studenti universitari, anche fuorisede.

Fra loro Laura, di Bologna, che studia Architettura a Ferrara, entusiasta dell’iniziativa «di cui mi avevano parlato alcuni amici iscritti alla scorsa edizione, e ho voluto partecipare perché vivo in questi luoghi ed è brutto vederli così degradati. Bisognerebbe fare iniziative come queste più spesso per sensibilizzare le persone, anche perché è strano dover raccogliere i rifiuti quando basterebbe buttarli nei contenitori»; felice di poter fare qualcosa per la città che lo ospita Giovanni di Bari, anche lui studente di Architettura: «serve più sensibilità ai temi ambientali, io stesso non ero molto attento, poi informandomi ho deciso di fare la mia parte e ora sono qui».

«Diamoci da fare». Non poteva poi mancare all’appello chi di ambiente si occupa nella vita, come Marco di Palermo, che a Ferrara è ricercatore in economia dell’ambiente e studiando ha capito che è necessario agire, «e io in primis, prima ancora che chiedere ai governi o di incolpare qualcuno». «Sono stanco del degrado e della spazzatura – diceva Dimitri afferrando la plastica abbandonata dietro Darsena City – ma ho deciso che è inutile lamentarsi e arrabbiarsi, bisogna cominciare da sé e partecipo perché voglio rendere migliore il futuro di mia figlia», diceva indicando Arianna, anche lei alle prese con le pulizie. E così da via Darsena a via Ippodromo, da via Canapa a via Foro Boario, passando per il parco dell’Amicizia, o i giardini interni ed esterni dei licei Ariosto e Roiti, ieri è stata la giornata del volontariato ambientale, forse solo con qualche numero in meno: «quest’anno, – facevano notare gli organizzatori – c’è stata una minore adesione. Nel 2018 avevano registrato 500 iscritti, questa volta siamo a 250-300 persone». –

Giovanna Corrieri

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi