Via alla bonifica, il campo nomadi non esiste più

Da ieri l’area di Ferrara è interamente sgomberata. Inviata alla Corte dei conti la segnalazione per danno erariale

FERRARA. Due mesi e nessun intervento delle forze dell’ordine. Il sindaco Alan Fabbri sceglie l’incontro di “fine vicenda” per cucire al proprio occhiello le due cose che considera come le più importanti nell’annosa questione campo nomadi di via delle Bonifiche. Da ieri mattina il campo nomadi non esiste più. Chiuso. Oggi entreranno le ruspe per sgomberare le ultime cose rimaste. Abbandonate. «In 2 mesi – prosegue il sindaco Fabbri – e senza l’uso della forza pubblica abbiamo chiuso un campo nomadi che esisteva da trent’anni, simbolo di degrado e di falso buonismo, dove vivevano dieci famiglie con minori, disabili e anziani in condizioni igieniche difficilissime, a rischio in termini di salute e, tra l’altro, posizionato sotto cavi elettrici. Abbiamo ricollocato tutti i presenti – ha voluto ricordare il primo cittadino – applicando le normative in materia di ordinanze di sgombero, senza corsie preferenziali e senza favoritismi e abbiamo abbattuto i costi in carico al Comune, e dunque ai cittadini ferraresi, per decine di migliaia di euro. In sostanza abbiamo dimostrato che con volontà e impegno, anche un problema decennale come quello della gestione dei nomadi stanziali, che sembrava destinato a drenare per sempre risorse pubbliche senza risultati, può essere risolto».

L’annuncio. Così, con queste parole, il sindaco di Ferrara ha annunciato ieri mattina la chiusura definitiva del campo nomadi di Ferrara, Via Bonifiche 39/43, di proprietà del Comune, destinato a campo sosta, ma utilizzato per decenni come area di residenza. Le nuove utenze, le bollette di luce gas e acqua, sono state intestate ai “capi-famiglia”. Durante le operazioni sono stati trasferiti 10 nuclei familiari (totale 38 persone, di cui 12 minori) tutti (fino all’altro ieri) residenti a Ferrara in via delle Bonifiche.


Un ringraziamento «non formale – ha detto il vice-sindaco Nicola Lodi – va fatto alla collega di giunta, Cristina Coletti, perché senza le sue grandi competenze in materia ed il suo impegno non saremmo arrivati a questi risultati».

I numeri. Per quanto riguarda le famiglie, 3 di esse sono state sistemate a Monestirolo; due famiglie a Cà Frassinetta; altre 6 a Ferrara. Ed ancora: 17 persone collocate in strutture adibite all’emergenza abitativa; ulteriori 17 collocate in ambito Erp (Edilizia residenziale pubblica) in alloggi. In attesa, tuttavia, della destinazione definitiva di alcune famiglie.

Fabbri, Lodi e la Coletti hanno poi aggiunto che «le spese fisse mensili a carico del Comune per le sistemazioni abitative ammontano a circa tremila euro. In più, le famiglie sistemate pagano il canone di locazione. Infine, in queste ore il Comune invierà la segnalazione per danno erariale alla Corte dei Conti nei confronti della precedente giunta per costi che, secondo chi oggi governa, potevano essere evitati. —


 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi