Alice, cremazione bloccata. La procura apre le indagini

Gli inquirenti vogliono fare chiarezza sulla morte durante un esame medico. Sequestrate le certelle cliniche

La salma di Alice Manzi, la ferrarese di 31 anni morta il 25 settembre durante un esame clinico all’ospedale di Bolzano, è stata trasferita al cimitero monumentale della Certosa di Ferrara e lì si trova tuttora, sotto sequestro, in attesa che venga eseguito l’esame autoptico disposto dalla procura altoatesina e in programma nei prossimi giorni. Cremazione bloccata Terminate le indagini e gli approfondimenti medici portati a termine da un anatomopatologo incaricato dai magistrati bolzanini, potrà essere rilasciato il nulla osta alla cremazione che, bloccata subito dopo la cerimonia funebre, avrebbe di certo cancellato eventuali elementi importanti per le indagini.

Quel tragico mercoledì la ragazza si doveva sottoporre a un accertamento con liquido di contrasto quando aveva avvertito il malore che si è rivelato purtroppo fatale. Un evento rarissimo avvenuto nel corso di un esame necessario e su cui, ora, la procura di Bolzano ha deciso di vederci chiaro. Aperto un fascicolo A poche ore dai funerali della giovane, celebrati lunedì scorso nella chiesa di San Giacomo in via Arginone, la magistratura inquirente bolzanina ha bloccato la cremazione, disposto l’autopsia e sequestrato le cartelle cliniche relative al percorso sanitario della povera Alice.

Procura che mantiene il massimo riserbo, ma che, è evidente, vuole ripercorrere i fatti a ritroso per verificare che, a causare la morte della povera ragazza, non vi siano stati negligenze o errori. È stato, quindi, aperto un fascicolo conoscitivo senza ipotesi di reato e al momento senza indagati. —

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