Tantissimi giovani al palasport di Vigarano per l'addio a Miriam e Manuel

Grandissima commozione e applausi quando gli amici e la sorella del ragazzo li hanno ricordati

Strage di Vigarano, l'addio a Miriam e Manuel

VIGARANO MAINARDA. «Ciao Mimi, non doveva andare così»: al microfono l’amica d’infanzia ricorda Miriam Berselli, tutti gli anni vissuti nel quartiere di viale Krasnodar, a Ferrara, e il palazzetto dello sport di Vigarano trema di applausi, che coprono i singhiozzi, le lacrime la commozione.

Non può che essere così, viste le centinaia di ragazzi e ragazze, amici arrivati da Salara per Manuel Signorini, tutti i colleghi dell’IperTosano, chiuso anche oggi pomeriggio (martedì 8 ottobre) per lutto. Ma il funerale non è solo per loro, come ripete don Andrea, citando anche Giulio Nali, che è stato salutato sabato scorso dagli stessi amici e colleghi e da tutto il paese di Santa Maria Maddalena in una cerimonia a parte.

Ci sono tutte le comunità coinvolte, «dal dolore e dalla sofferenza», sottolinea don Andrea, il parroco di Vigarano che, assieme a don Giacomo e gli altri parroci di Ferrara - don Michele per la parrocchia di Sant'Agostino, zona Krasnodar, don Massimo per Salara e don Rosario in rappresentanza della Diocesi - testimoniano l’abbraccio di tutte le comunità che ora si affollano nel PalaVigarano.

Palazzetto concesso dal sindaco Barbara Paron, presente con i sindaci di Salara e Occhiobello e anche di Ferrara, Alan Fabbri: «Sono qui per testimoniare la nostra vicinanza alle famiglie, per una tragedia che ha colpito tutti».

Ci sono anche i presidi del Navarra, Roberta Monti (ex) e Massimiliano Urbinati (l’attuale), per la scuola che frequentava Miriam.

Miriam che, come ha ricordato nel suo pensiero don Michele, invitando i tanti ragazzi a «fuggire dalla superficialità e guardare la vita in faccia», ora è una fiammella che non si deve spegnere, perché, ha ammonito don Michele, «facciamo nostre le parole del suo ricordo sotto la foto: “tu sei la mia piccola luce quando sarai nel buio"».

Il buio e il vuoto della stanza da letto che la sorella di Manuel divideva con il fratello, che non c’è più: «Ero la tua sorellona, che risolveva i tuoi casini: ora non riuscirò a farlo. Mi manca la tua musica a palla e questo silenzio è assordante. E allora dico a tutti i ragazzi come te di non aver paura di voi stessi, che non ci sia odio o rancore, non perdetevi il momento, quando ti volevo abbracciare io non l’ho fatto».

Alla fine della cerimonia, i due carri funebri si sono diretti verso i cimiteri di Ferrara e di Salara per la tumulazione.

Intanto, sempre oggi (8 ottobre), in procura è stato conferito l’incarico al perito per gli esami cinematici dell’incidente: avrà 60 giorni per indicare alla procura cosa e come è successo nell’incidente in cui sono morti Miriam, Manuel e Giulio. —

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