Per l’ultimo saluto a Miriam e Manuel centinaia di ragazzi e il sopravvissuto

Enrico Felloni ieri era presente alle esequie a Vigarano Il cordoglio di tre comunità: Ferrara, Salara e Occhiobello 

C’era anche lui, Enrico Felloni, il ragazzo che guidava l’auto a bordo della quale sono morti i suoi tre amici: qui nel PalaVigarano, in disparte, assieme alla madre, per dare l’ultimo saluto, l’addio a Miriam Berselli, la sua fidanzata, scomparsa nell’incidente. Un funerale che ha unito tanti, quattro comunità e centinaia e centinaia di amici e colleghi di lavoro, tutti qui davanti al palazzetto dello sport di Vigarano. Quando arrivano le due bare, bianche – rose rosse per Miriam, gialle per Manuel Signorini – tutti si fanno in disparte. Dentro sono già in tanti, a gremire gli spalti e la galleria sopra l’altare dove i cinque sacerdoti si preparano a celebrare la cerimonia. Don Andrea Frazzoli lo dice subito spiegando il perché di tanta gente, tanti ragazzi: «Siamo qui insieme con le comunità dei ragazzi, comunità allargate». Sono in tanti da Ferrara dove Miriam abitava nel quartiere Krasnodar e così anche da Salara, il comune rodigino dove Manuel era cresciuto: sorride Manuel dalla foto che lo ricorda, col cappellino, mentre il suo amatissimo skateboard lo tiene la sorella Elena, stretto al cuore per sentirlo ancora vicino.

Anche quattro sindaci


«Tre comunità unite nel dolore», spiega ancora don Alberto e non dimentica quella di Santa Maria Maddalena, ricordando Giulio Nali, il terzo ragazzo morto nello schianto di due sabati fa, per il quale pochi giorni fa tutto il paese oltre il Po si è fermato per un saluto e un abbraccio. Dà una spiegazione a tutto questo affetto, don Andrea: «Quando muore un giovane, il dolore delle comunità è di tutti, e così anche la sofferenza è allargata a tutte le comunità coinvolte». E allora non potevano mancare a testimoniare questa sofferenza, umana e anche istituzionale, per le comunità che rappresentano, tutti i sindaci condividendo il dolore delle famiglie.

A far gli onori di casa Barbara Paron, sindaco di Vigarano che ha concesso la sede per i funerali congiunti di Manuel e Miriam, che ricorda a chi le chiede il motivo di tutta questa vicinanza e partecipazione che «questa è una tragedia che ha colpito tutti per la perdita di giovani vite».

Il cordoglio di Ferrara

Lo stesso sindaco Alan Fabbri, anche lui fascia tricolore al petto, è qui per manifestare il cordoglio di tutta la città di Ferrara: «Sono venuto per offrire la vicinanza della città per questa ennesima tragedia, non ci sono parole davanti a questi fatti». Conta la presenza, questa sì, dei sindaci, e con loro anche le due sindache di Occhiobello e Salara, Sondra Coizzi e Lucia Ghiotti che ribadiscono che «è importante esserci per testimoniare l’essere comunità». Nella platea davanti alle due bare, le file dei familiari di Manuele e Miriam. Tutto attorno, sugli spalti tanti, tantissimi ragazzi. La cerimonia funebre segue il percorso religioso con le varie letture, sulla resurrezione. Poi uno alla volta i sacerdoti vanno al microfono. E parlano a braccio. Il primo tra tutti don Massimo, parroco di Salara ad offrire «solidarietà e vicinanza come lo stesso sindaco ha fatto per questa tragedia». Poi don Michele Zecchin della parrocchia di S. Agostino, quartiere Krasnodar dove è cresciuta e vissuta Miriam, fa un appello ai ragazzi presenti. Si rivolge loro per «guardare al futuro con vitalità», li invita «a fuggire dalla superficialità, dando una mano a chi ha bisogno, seguendo la fiammella di Miriam che nel testo sotto la foto ricordo dice a tutti “Tu sei la mia piccola luce quando sarai nel buio”». Don Giacomo è qui per il vescovo Perego: «Il Vescovo è vicino a tutti voi, in questi momenti difficili, e io stesso invito ad esserlo con le famiglie non solo in questi giorni, anche dopo».

parole dai carabinieri

Ultimo ma non ultimo, il pensiero di chi ha visto quei ragazzi, pochi minuti dopo lo schianto contro il platano a Vigarano Mainarda. Don Andrea offre a tutti un pensiero dei carabinieri di Vigarano: «Mi hanno detto di dirvi che i militari impegnati sono stati colpiti, intervenendo per ragazzi che erano come i loro figli». È la vicinanza dell’Arma dei carabinieri: «Hanno fatto ciò che potevano – chiude don Andrea – prestato i primi soccorsi ma non c’era più tanto da fare». Per Giulio, Miriam, Manuel, quel sabato mattina, due settimane fa, nell’auto contro il platano.

Daniele Predieri

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