Lasciato a morire sul marciapiede, malore in auto o lo sballo finito male

Un uomo sabato notte ha scaricato una persona moribonda non identificata in via 1º Maggio ed è scappato su una Panda

Una Panda blu, da cui viene scaricato un uomo morto pochi minuti dopo, che poi sparisce nella notte. La scena è riportata nei verbali della polizia di Stato, che ha subito avviato le indagini per dare una “carta d’identità” al veicolo che si è dileguato, a chi lo ha usato per far perdere le tracce della sua presenza in quel posto ma soprattutto un nome e un cognome al deceduto.

L’uomo, carnagione chiara, età apparente attorno ai 45 anni, dicono in questura, e forse più vicino ai 50, non aveva documenti. Sabato sera è stato colto da un malore che lo ha stroncato nel giro di pochi minuti. Qualcuno, in via 1° Maggio, dove il corpo è stato abbandonato nei pressi dell’incrocio con via Arianuova e dell’ufficio postale insediato nel quartiere, ha assistito al fatto e alcuni particolari già acquisiti dalla questura potrebbero aprire la strada alla soluzione del rebus. Che tale è rimasto per tutto ieri, perché in serata la polizia stava ancora cercando di risalire all’identità del defunto.


La scena della fuga

Quanto è successo qualche minuto dopo le 23.30 di sabato nella strada a senso unico che collega viale Belvedere con via Arianuova ha mantenuto ieri i contorni del giallo. Perché ancora non si conosce neanche la causa del decesso, oltre - come anticipato - alle identità della vittima e della persona, un uomo - certamente un conoscente o un amico - che ha prelevato l’occupante della Panda dalla posizione di guida e l’ha abbandonato moribondo sul marciapiede senza avvertire i soccorsi.

Questa ricostruzione è stata fornita agli stessi inquirenti da un residente che abita nella palazzina situata a fianco del luogo nel quale è stato scaricato il corpo. È stato lo stesso testimone ad allertare le forze dell’ordine e l’emergenza sanitaria, come ha dichiarato lui stesso ai giornalisti. Ma i medici non hanno potuto fare nulla oltre che constatare il decesso attorno a mezzanotte.

In assenza di dati certi si formulano le prime ipotesi. L’uomo deceduto si trovava alla guida dell’utilitaria. Potrebbe essere stato colto da un malore (sul posto ha anche rimesso, l’unico segno ancora visibile ieri mattina di quanto avvenuto la sera prima), ma questo non spiega il comportamento di chi gli stava accanto che - invece di chiamare i sanitari - ha preferito liberarsi dell’amico o conoscente e scomparire.

Le ipotesi sul tavolo

Sul corpo, all’esame medico legale, non sono state riscontrate tracce di violenza e nemmeno segni di iniezioni, che potrebbero far pensare ad un uso anche sporadico di eroina assunta per via endovenosa. Escluso l’omicidio volontario, restano comunque sul tavolo altri scenari che implicano comunque la commissione di un reato (a partire dall’omissione di soccorso).

L’uomo potrebbe avere ingerito sostanze, anche miscelate, che potrebbero avere innescato un’overdose (il vomito è un sintomo frequente in questi casi). Oppure chi era con lui aveva qualcosa da nascondere e ha preferito lasciarlo in strada sperando che qualcun altro compisse l’atto (la chiamata dei soccorsi) che avrebbe dovuto compiere lui. Tutte e solo ipotesi, per ora. Almeno fino all’esito dell’autopsia e alla identificazione della persona che si trovava con l’uomo deceduto, fatto che potrebbe chiarire i punti oscuri del giallo. Il titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Andrea Maggioni che oggi conferirà l’incarico per l’autopsia. Per ora il reato contestato a ignoti è generico: omicidio colposo. Per risalire all’auto in fuga (che potrebbe essere rubata) saranno visionate le immagini delle telecamere dell’ufficio postale. —

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