Morto in strada, fatale un secondo malore. L’ipotesi: scaricato per coprire l’incontro

Identificata la vittima di via Primo Maggio: è un cinquantenne di Ferrara. Appello all’amico fuggito: presentati in questura

FERRARA. Il suo nome è stato scoperto: la Polizia sa chi era la persona scaricata moribonda sul marciapiede di via Primo Maggio da un’auto in fuga. Non sanno ancora gli ispettori della Squadra mobile, invece, chi sia l’uomo che è scappato e soprattutto il perché lo abbia fatto: un uomo che, preso dal panico, ha voluto nascondere con la fuga quell’incontro, il motivo della sua presenza in auto con la vittima e il proprio orientamento sessuale. Una ipotesi investigativa, l’unica rimasta in piedi.

UNICA IPOTESI


E adesso l’uomo scappato rischia l’incriminazione per omissione di soccorso e omicidio colposo. Ma non è tardi per alleggerire la sua posizione: Procura e Polizia lo invitano a presentarsi in questura per chiarire, spiegare, evitare di peggiorare le cose. Non è più un mistero l’identità della vittima, già da domenica sera quando in questura si erano presentati i familiari della vittima perché non era rientrata a casa. Ne volevano denunciare la scomparsa alla Polizia che stava cercando di dare un nome all’uomo trovato morto sabato sera, senza documenti. Da questo e poi da altri riscontri acquisiti tra domenica e ieri mattina, la Squadra mobile della Questura è arrivata alla identificazione dell’uomo: si tratta di Paolo Resca cinquantenne ferrarese, morto probabilmente per un malore, un arresto cardiaco che non gli ha lasciato scampo. Un infarto di cui l’uomo avrebbe avuto una avvisaglia già nel pomeriggio di sabato, un malore che pareva essere rientrato ma che, probabilmente, è riesploso in serata, letale. I familiari stessi nella giornata di ieri hanno prima riconosciuto, indirettamente, sulla base delle informazioni della Squadra mobile che si trattava proprio del loro caro, da un tatuaggio che l’uomo ha sulla schiena. Quindi il riconoscimento ufficiale.



ORA L'AUTOPSIA

Ora verrà richiesta l’autopsia dalla procura – pm Andrea Maggioni –, ma già dai primi atti si hanno i primi riferimenti precisi: sulle cause della morte i familiari avrebbero riferito che l’uomo prima di uscire, nella serata di sabato, si era sentito male, aveva avuto un malore, possibile primo segnale di ciò che poi è accaduto dopo. Il dopo, è la serata: l’uomo era stato a cena con conoscenti quando ha ricevuto una telefonata per la quale si era poi assentato, lasciandoli: saranno gli esami telefonici a stabilire chi lo ha chiamato e da dove: particolare importante perché potrebbe essere la persona che si trovava con lui al momento del malore che lo ha ucciso.

I MOTIVI DELLA FUGA

Persona che viene cercata, invitata da Polizia e Procura a presentarsi negli uffici della questura per spiegare i motivi della sua “fuga”: è l’uomo che si trovava sulla Fiat Panda Blu, visto da testimoni scendere, scuotere la vittima che era alla guida, scaraventarlo fuori dall’abitacolo e lasciarlo moribondo a terra, visto che all’arrivo del 118, non c’era più nulla da fare. Ma se invece di scappare, ritenendo imbarazzante e da nascondere la sua presenza con l’amico, avesse chiamato i soccorsi, chissà forse lo avrebbe potuto salvare. –